"Garrone sulla scia di Mantovani"

I ricordi di Luca Pellegrini, capitano della Sampdoria scudettata

Riccardo Garrone è scomparso ieri a Genova, aveva 76 anni (Ansa)

Matteo Politanò

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Luca Pellegrini ha giocato nella Sampdoria dal 1980 al 1991 vincendo 1 scudetto, 3 coppe Italia, 1 supercoppa italiana e 1 coppa delle Coppe. Attualmente è opinionista per Mediaset e per l'emittente ligure Primocanale

Riccardo Garrone ha dato tanto a Genova, non solo alla Sampdoria, sei d'accordo?

Sicuramente ha dato moltissimo alla città. Ha creato tanti posti di lavoro lasciando un solco indelebile nell'economia di Genova e anche nella passione sportiva. E' chiaro che la sua scomparsa è un dolore che lascia in tutti, doriani ma anche genoani, un enorme vuoto. Conosco tanti genoani che lavorano nella sua azienda, in città il cordoglio non ha colori come è sempre stato.

Garrone era stato sponsor della Samp scudettata di Paolo Mantovani di cui eri capitano, che ricordi hai?

Il discorso legato alla sponsorizzazione era nato per il rapporto di amicizia che aveva Paolo Mantovani con lui e con la famiglia. Si vedevano spesso, quasi in automatico venne il discorso di sponsorizzare la Samp. Ai tempi non era un appassionato di calcio, tanto è vero che dopo la scomparsa di Paolo Mantovani gli fu chiesto di subentrare alla guida ma lui rifiutò. Non so come mai cambiò idea, sicuramente ha tolto le castagne dal fuoco alla Sampdoria, se non ci fosse stato lui forse ci sarebbe un'altra ragione sociale, forse questa squadra non esisterebbe. Merita un grande riconoscimento, se non al pari di quello di Mantovani è sicuramente in scia. Vincere uno scudetto è stata un'impresa storica che non credo abbia eguali, se non a Verona e Cagliari, ma il quarto posto del 2010 è una sorta di scudetto per il valore che ha in questo calcio moderno.

E' entrato alla presidenza in punta di piedi ma il suo coinvolgimento è via via cresciuto. Come mai?

Lui non aveva quella popolarità che poi il calcio gli ha dato. La gente non lo riconosceva per la strada, ha avuto una risonanza mediatica forte. Questo coinvolgimento è cresciuto perchè la sua fortuna e bravura, legata all'umiltà che gli ha permesso di lavorare alla grande, lo hanno fatto divertire e affezionare all'ambiente. E' arrivato alla Sampdoria salvandola, ha centrato la promozione al primo anno.

Tra le pagine più difficili sicuramente la vicenda con Antonio Cassano. Che cosa provocò in lui quel divorzio?

Fu un tradimento che subì quasi come se a farlo fosse suo figlio. Erano arrivati ad un rapporto fortissimo, credo che da quel fatto sia iniziato un periodo molto difficile per il presidente. Sono stati toccati dei valori umani in lui credeva. Credo che la vicenda Cassano gli abbia fatto più male dell'effetto domino che ha portato poi la squadra alla retrocessione. Delneri disse "lei sarà anche un grande conoscitore di uomini ma io sono un grande conoscitore di Cassano", frase profetica. Per il rispetto di Garrone se io fossi in Cassano non tornerei: si può perdonare ma non dimenticare.

Nella sua esperienza tante battaglie, dai diritti tv al nuovo stadio. Il figlio Edoardo continuerà queste lotte?

Lui è sempre andato avanti per le sue cause come ad esempio la guerra per la suddivisione dei diritti televisivi. Pensava di avere tra gli alleati Della Valle e Zamparini e invece si ritrovò da solo. Credeva che il calcio fosse un business a 360° ma quando ha capito che non era così non ha mollato, la sua parole era unica. Se si metteva in testa qualcosa non si fermava fino alla fine. La sensazione che mi dà Edoardo è quella di voler proseguire sulla scia del padre, non a caso è sceso in campo appena Riccardo ha avuto bisogno di farsi da parte.

Come hai appreso della notizia?

Ero a in trasmissione a Mediaset e la notizia è arrivata in diretta. Nello studio a fianco si stava girando "Undici", la trasmissione condotta da Pierluigi Pardo. Non ero previsto tra gli ospiti ma durante uno stacco pubblicitario ho incontrato Pardo che mi ha invitato in onda.  Avendo un filo diretto con Antonio Cassano so che lui ha vissuto l'ambiente blucerchiato da vicino e in qualche modo è legato ai colori. "Mi fa piacere che tu sia qui, sono molto addolorato" sembrava stessse facendo le condoglianze a me. Era sinceramente colpito.

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