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Garcia: "Non è ancora finita". Ma Pallotta ha deciso e vuole l'esonero

Il tecnico francese resiste, il club chiama i possibili sostituti con un sognoper luglio: Antonio Conte

FC Internazionale Milano v AS Roma - Serie A

Giovanni Capuano

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Il tempo di Rudi Garcia alla Roma sta scadendo. La figuraccia contro lo Spezia che ha disgustato Pallotta, costringendolo alle scuse pubbliche e a giornate attaccato al telefono da Boston per cercare di rimettere insieme i cocci, segna un bivio nel destino del tecnico francese cheha riportato la Roma in alto (due secondi posti consecutivi), ma ha anche rotto con società e piazza. L'esonero è a un passo e se sarà trovata la soluzione giusta avverrà tutto prima di Natale.

Pallotta, che fin qui si era lasciato convincere da Sabatini e da un contratto pesantissimo da 2,8 milioni di euro netti fino al 2018, ha rotto gli indugi. Il messaggio è chiaro: serve un'alternativa per non gettare al vento tutta la stagione, peraltro compromessa soprattutto in chiave lotta per lo scudetto. La vicinanza tra le gare contro Spezia e Genoa non dava i tempi tecnici per il cambio, ma la sensazione è che tutto potrebbe mettersi in moto subito dopo. L'importante è che ci sia il nome giusto e il profilo che la Roma sta cercando.

VIDEO - La contestazione dei tifosi alla Roma: uova e insulti
 

A caccia di un traghettatore per poi aspettare Conte...

Il lavoro di Sabatini (sotto osservazione anche lui perchè ha parte delle responsabilità nel flop di questa stagione) non è semplice. Pallotta vorrebbe portare Conte a Roma nella prossima estate, ma per farlo ha bisogno di battere la concorrenza sull'attuale ct e, soprattutto, di avere le mani libere. Ecco perché, portando un nome importante oggi a Roma rischia di precludersi la chiamata futura per la quale ha già stanziato un contratto da 4 milioni netti più bonus così da pareggiare l'attuale stipendio in Figc e scavalcare eventuali altre pretendenti in Italia.

Contatti ci sono stati con Spalletti e con il suo entourage: dal 22 dicembre l'allenatore sarà libero dall'impegno con lo Zenit San Pietroburgo e ha voglia di rimettersi in gioco anche se non è un tecnico facile da convincere come semplice traghettatore. Lo stesso vale per Mazzarri, fermo ormai da un anno e a libro paga dell'Inter che fa il tifo per questa soluzione.

Marcello Lippi ha spiegato di volersi rimettere in gioco, ma è fuori dal giro delle panchine che contano dal 2010, anno del fallimento mondiale con l'Italia in Sudafrica, e non allena un club (Cina a parte) dal 2004: un'esternità. Potrebbe essere perfetto a patto di coinvolgerlo poi nel ruolo che ha detto di volersi ritagliare per l'ultima parte della carriera: direttore tecnico. Altri? A disposizione c'è Bielsa, che ha chiuso in maniera tempestosa il rapporto con il Marsiglia. Ipotesi affascinante, ma rischiosa dal punto di vista tecnico per una società obbligata a centrare la qualificazione alla prossima Champions.

Intanto Garcia resiste: "Non è finita"

Un puzzle non semplice da risolvere. Intanto Garcia resiste strenuamente e prova a darsi una prospettiva anche oltre la sosta di Natale. Per farlo è obbligato a vincere contro il Genoa in maniera convincente e non solo a parole, come troppo spesso negli ultimi mesi. Nel mezzo della contestazione dei tifosi ha provato nuovamente a rilanciare dal punto di vista dialettico: "Più che ogni maledetta domenica, direi ogni maledetto mercoledì... Ma non è ancora finita. Sento che dopo la tempesta arriverà il sole. Ci saranno ancora giornate belle". Pallotta sembra pensarla diversamente.

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