Calcio

Garcia deferito per il cellulare in panchina. Dopo un anno di multe...

La procura Figc si sveglia 16 mesi dopo Livorno-Roma. Intanto il francese aveva continuato a usare il walkie talkie. Pagando un conto salato

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Giovanni Capuano

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Prima di tutto la notizia. Rudi Garcia è stato deferito dalla Procura federale di Stefano Palazzi per aver utilizzato un telefono cellulare per parlare con un collaboratore in tribuna nel corso di Livorno-Roma. Quando? Il 25 agosto 2013, quando il tecnico francese era stato immortalato dalle telecamere. Da lì in poi era nata la querella sui walkie talkie (che Garcia è abituato ad usare) ed era arrivata una pioggia di multe. Ora il deferimento che riguarda per responsabilità oggettiva anche la società Roma. Sono passati 16 mesi. Un'infinità. E c'è voluto che il caso venisse sollevato qualche settimana fa da Panorama.it con questa ricostruzione dei fatti.

In principio fu il telefonino, usato al Picchi di Livorno alla prima giornata della scorsa stagione e pizzicato dalle telecamere. Rudi Garcia aveva fatto una smorfia un po' così, sorpreso di apprendere che in Italia non si poteva parlare al cellulare con un collaboratore nel corso di una partita. Nessuno glielo aveva detto e lui si era difeso così: "Sarò multato? E perché? In Francia è permesso...". In Francia, appunto. Qui da noi no, anche se la Federcalcio si era presa qualche tempo per chiedere lumi a Fifa ed Uefa sull'applicazione della norma numero 4 del Regolamento del Giuoco del calcio. Richieste via raccomandata, carte protocollate ma zero risposte. Così Garcia e i suoi collaboratori sono rimasti alle vecchie abitudini. Il tecnico in panchina e Frederic Bompard in tribuna munito di walkie-talkie a dare suggerimenti tattici nel corso delle partite. Tutto segnalato ogni domenica agli ispettori della Procura Figc e tutto messo, non sempre, a referto.

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Un anno fa (5 novembre 2013) la prima multa e il tentativo di ricorso della Roma andato a vuoto. Da allora è stato chiaro che, interpretazione o no della Fifa, i walkie-talkie sono illegali nel campionato italiano. Da allora la Roma ha pagato circa 120.000 euro per garantire al suo tecnico l'utilizzo della strumentazione rice-trasmittente. Undici sanzioni in 39 giornate, sempre con la stessa motivazione ("... per avere un componente della panchina fatto uso reiteratamente di una apparecchiatura rice-trasmittente", sempre sottolineando la "recidiva reiterata" e senza mai convincere Rudi e la Roma che no, in Italia proprio non si può.

Il paradosso è che la cosa è organizzata alla luce del sole, con tanto di prove fotografiche come in occasione della sfida contro il Cagliari del novembre scorso quando Garcia, espulso, salì in tribuna a continuare il suo lavoro comunicando con il fido Scaglia (poi ammonito con diffida e multato) che, a sua volta, parlava ai giocatori. Oppure con testimoni in grado di ricostruire minuto per minuto i suggerimenti di Bompard all'allenatore, come nella recente e sfortunata trasferta al San Paolo di Napoli. Non sempre funziona, evidentemente. Di sicuro costa caro alla Roma e fa fare l'ennesima brutta figura al calcio italiano. Se non si può, esiste un modo di far smettere Garcia?

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