Galliani e l'addio (subito) al Milan

A Catania l'ultima partita dell'ad che vuole essere liberato in una settimana. Convivenza impossibile con BB e trattativa bloccata sulla buonuscita da 50 milioni di euro - Le foto delle facce di Galliani

Adriano Galliani e Silvio Berlusconi sono alla guida del Milan dal febbraio 1986 – Credits: Ansa

Nicolò Schira

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Lo strappo è totale e definitivo: Adriano Galliani e il Milan prenderanno strade divergenti. Una separazione che sarebbe dovuta materializzarsi a fine stagione, ma che i continui attacchi da parte di Barbara Berlusconi hanno accellerato e reso inevitabile. L'amministratore delegato rossonero è pronto a dire addio al club rossonero e la sfida di Catania di domenica potrebbe essere l'ultima da plenipotenziario del Diavolo. Esautorato in ambito di mercato già per le strategie di gennaio, il vice-presidente vicario attende un segnale dal patron Silvio Berlusconi per definire la propria lauta buonuscita (fra i 30 e i 50 milioni lordi) e voltare pagina.

L'ulteriore accelerazione è avvenuta nelle ore della trasferta a Glasgow, quella che sul campo potrebbe aver segnato la rinascita del Milan di Allegri. Barbara Berlusconi è apparsa sempre più presente, ha fatto visita alla squadra alla vigilia e ha occupato uno spazio tradizionalmente di Galliani che, infatti, ha evitato di farsi vedere a Milanello presentandosi direttamente alla Malpensa alla partenza. Una convivenza impossibile e logorante, una quotidianità che Galliani - abituato ad avere pieni poteri - non intende accettare. Silvio Berlusconi nell'incontro del 9 novembre gli aveva garantito che sarebbe stato rispettato ma così, secondo l'attuale amministratore delegato, non sta accadendo anche per gli impegni politici di un momento delicatissimo del presidente. Di qui la decisione di chiudere subito, anche prima di Natale.

Lady Barbara Berlusconi intanto è già all'opera per ristrutturare i quadri societari: non rimarrà neppure Ariedo Braida, in scadenza di contratto a giugno e negli ultimi anni figura marginale nelle scelte di mercato (gli ultimi colpi Grimi e Mattioni sono stati tutt'altro che da ricordare, in seguito ha avuto ben poca voce in capitolo ndr). Fra gli attuali dirigenti l'unico ad essere confermato appare Filippo Galli, del quale è stato apprezzato l'ottimo lavoro svolto alla guida del settore giovanile. Improbabile la conferma di Mauro Bianchessi, considerato troppo legato a Galliani e non a caso iscrittosi al corso Adise da direttore sportivo.

Claudio Fenucci è il preferito per ricoprire la carica di amministratore delegato: l'ex dirigente del Lecce è in procinto di lasciare la Roma a fine stagione e ha già imbastito i primi contatti con il Milan. L'alternativa rimane Michele Uva; mentre la carica di direttore generale verrà assegnata a Demetrio Albertini. A fungere da trait d'union fra queste due figure dirigenziali potrebbe arrivare da Verona, sponda Hellas, Giovanni Gardini. Quest'ultimo ha caldeggiato la candidatura di Riccardo Bigon quale nuovo direttore sportivo. L'uomo mercato del Napoli è, però, vincolato da un penale di quasi 2 milioni in caso di rottura anticipata ed unilaterale con il club di Aurelio De Lauentiis.

Inoltre la prima scelta per l'area tecnica di BB rimane lo juventino Fabio Paratici, seguito a ruota da Sean Sogliano. Ve l'avevamo raccontato ad inizio novembre in tempi non sospetti (LEGGI QUI ): difficile che possa lasciare Torino e il suo mentore Beppe Marotta, ma il Milan ci proverà concretamente. Paratici è stimato ma in bianconero non gode di poteri illimitati ed è costretto a confrontarsi con Nedved ed Andrea Agnelli per ogni operazione. Trasferirsi a Milano significherebbe imporsi da mangaer assoluto. Un grande sponsor dell'attuale dirigente juventino si chiama Pippo Inzaghi. I due sono amici fraterni e hanno giocato insieme nelle fila del Piacenza agli inizi degli anni Novanta. Un legame forte e sincero, tanto che in caso di avvento di Paratici alla corte milanista SuperPippo diventerebbe il principale candidato alla panchina della prima squadra.

Ancora da valutare, infine, la posizione di Paolo Maldini: l'ex storico numero tre è in stand-by e non ha contatti diretti da qualche settimane. Inizialmente allertato potrebbe ora ritrovarsi, clamorosamente, fuori dai giochi. Difficile infatti che possa accettare un ruolo marginale o di secondo piano, anche se la famiglia Berlusconi intende comunque cercare di coinvolgerlo nella Restaurazione rossonera.

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