Matteo Politanò

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Andrea Pirlo ha giocato la sua ultima partita nel mondo del calcio professionistico. 5 minuti, dal 90° al 95°, nel match tra i suoi New York City e il Columbus Crew. I 23mila dello Yankee Stadium hanno tributato all'ex di Juve e Milan un'ovazione ad ogni tocco di palla fino alla standing ovation finale degna di un film. "A 38 anni è giusto dare spazio ai giovani, a questa età non si riesce più ad allenarsi come si vorrebbe, viene sempre fuori qualche acciacco".

Smette così di giocare uno dei talenti più puri nel calcio italiano degli ultimi 30 anni e un pezzo di storia del calcio mondiale: Andrea Pirlo da Brescia, il Maestro del pallone.

La lettera d'addio

Pirlo ha voluto ringraziare tutti i suoi tifosi con un messaggio pubblicato sul suo profilo Twitter: "Vorrei ringraziare ognuno di voi per l'appoggio che mi avete dato e la gentilezza con cui mi avete trattato in questa incredibile città. Grazie a tutti, allo staff tecnico, ai compagni e a tutti coloro che lavorano dietro le quinte. Non finisce solo la mia avventura a NY, ma anche il mio viaggio nel mondo del calcio come giocatore, quindi vorrei avere l'opportunità di dire grazie alla mia famiglia e ai miei bambini per il sostegno e l'amore che mi hanno sempre dato e tutte le squadre e i compagni con cui ho avuto l'onore di giocare. Grazie a tutti coloro che hanno reso così incredibile la mia carriera e a ogni tifoso che, nel mondo, mi ha dato il proprio supporto. Sarete sempre dalla mia parte, e nel mio cuore".

La carriera

Dopo aver iniziato nelle giovanili del Brescia Pirlo fa il suo esordio in serie A con le rondinelle nella stagione 1994/1995. Nel 1998, a 19 anni, l'Inter lo acquista come fantasista ma lo spazio in prima squadra è davvero poco. Torna al Brescia nel 2001 e Mazzone lo arretra davanti alla difesa per impostare il gioco, primo passo di una rivoluzione tattica che farà la storia.

Nell'estate dello stesso anno il Milan se lo prende con un'operazione da 35 miliardi di lire che include il passaggio di Dražen Brnčić all'Inter, una scelta folle che tutt'oggi resta uno degli abbagli di mercato più grandi della storia nerazzurra. Al Milan Pirlo scrive la storia nel ciclo vittorioso di Carlo Ancelotti,vince due Champions League e diventa uno dei calciatori più apprezzati al mondo.

L'estate 2006 è quella del mondiale di Germania, un trionfo da protagonista per un recordman della nazionale azzurra con 116 presenze e 13 reti. Nel 2011 il Milan commette l'errore di farselo soffiare a parametro zero dalla Juventus, Pirlo resta in bianconero per 4 anni e riporta lo scudetto a Torino. L'ultima avventura è stata quella iniziata a luglio 2015 con il New York City, 60 presenze e 1 gol per colui che i newyorkesi hanno salutato con un "grazie, Maestro".

Il palmares

Andrea Pirlo ha vinto 6 scudetti (2 con il Milan e 4 con la Juventus), 2 coppe Italia (1 con il Milan e 1 con la Juventus), 3 supercoppe italiane (1 con il Milan e 2 con la Juventus), 2 Champions League (con il Milan), 2 Supercoppe Uefa (con il Milan), 1 Mondiale per club (con il Milan), 1 coppa del Mondo, 1 europeo under 21.

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