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Calcio

Fiorentina, Inter, Roma e Napoli: la domenica delle conferme

Campionato con le prime che non si fermano. Spettacolo Sarri e Paulo Sousa e il successo della Juventus diventa (quasi) inutile

Vincono le prime cinque in classifica e la domenica della serie A regala una risposta ad alcune delle domande prima della sosta. Intanto Fiorentina e Napoli sono progetti veri e solidi, esprimono un calcio bello e continuo ed è difficile continuare a considerarle non competitive per il massimo risultato, ovvero lo scudetto. Vale soprattutto per la squadra di Paulo Sousa, che fin qui ha viaggiato a fari spenti ma che adesso farà fatica a nascondersi ancora, vista la naturalezza con cui continua a regalarsi vittorie e bel gioco.

Il successo di Marassi contro la Sampdoria (che in casa non aveva mai perso) va pesato oltre che contato. Impressiona per autorevolezza e rappresenta la terza vittoria consecutiva dopo il doppio passaggio a vuoto di metà ottobre. Kalinic e Ilicic attraversano un periodo di forma splendida, ma la novità è che sono solo il terminale di un macchina che funziona benissimo. Un po' come Higuain nel Napoli. Le 9 reti del Pipita sono solo una delle spiegazioni della classifica dei partenopei che hanno numeri mostruosi e che, particolare da non sottovalutare, hanno chiuso il ciclo di 7 gare in 21 giorni con ben 6 vittorie, senza flessione finale.

Tradotto in soldoni, significa che la rosa a disposizione di Sarri è profonda a sufficienza per reggere il doppio impegno, almeno fino al mercato di gennaio quando De Laurentiis potrebbe avere la tentazione di completarla inseguendo quel sogno scudetto che non è più un tabù anche sotto il Vesuvio.

Pesante pure il successo della Roma nel derby triste dell'Olimpico. Non ingaggi il rigore fasullo che ha spianato la strada ai giallorossi: la squadra di Garcia è piaciuta e, per una volta, ha evitato anche di cadere nel trappolone delle amnesie che rimettono in gioco le avversarie. La caduta di San Siro è un episodio ormai alle spalle. Unico appunto a Garcia (e Sarri): le parole sugli arbitraggi in una domenica non certamente sfavorevole sono suonate stonate.

E l'Inter? La classifica non mente perché dopo 12 giornate è difficile essere in testa senza merito. Però il giudizio rimane sospeso, visto che non sempre Handanovic si travestirà da santo paratore come all'Olimpico e prima o poi bisognerà fare più di un gol per portare a casa la vittoria. In ogni caso contro il Torino è arrivato il settimo 1-0 della stagione e per l'ottava volta su 9 Mancini ha portato a casa il successo una volta in vantaggio: non sono numeri dettati dal caso, ma figli di un carattere scolpito nel granito. E il fatto che il Mancio abbia vinto con la 12° formazione diversa in 12 partite e riproponendo la criticata difesa a tre dimostra che il cantiere nerazzurro, ancora aperto, ha margini di crescita notevoli.

Il punto sulla 12a giornata

* La Fiorentina passa a Marassi (0-2) col piglio della grande e infliggendo alla Sampdoria di Zenga la prima sconfitta casalinga del campionato. Ilicic è l'uomo del momento: 3 gol (pesantissimi) in 3 giorni.

* Difficile trovare difetti al Napoli: prima domina sprecando e poi batte l'Udinese con la 9° magia di Higuain (la 200° in carriera con maglie di club e la 64° con quella dei partenopei). Per Sarri l'obiettivo è il terzo posto che vale la Champions, ma lo scudetto non è più una bestemmia.

* L'Inter passa a Torino con il primo gol stagionale di Kondogbia, l'uomo mercato dell'estate. Decisive le parate di Handanovic nella ripresa contro una squadra che non riesce a trovare il passo dell'inizio della stagione. Notazione statistica: ogni rete segnata dai nerazzurri (12 in 12 giornate) ha portato 2,25 punti.

* Il derby della paura va alla Roma senza romani e romanisti (almeno all'inizio). Pioli ha ragione a lamentarsi per il rigore che apre il match, ma i giallorossi complessivamente meritano il successo per 2-0 e tremano per la caviglia di Salah, infortunato dopo intervento di Lulic. Per la Lazio è la terza sconfitta consecutiva.

* Il Sassuolo che vince non fa più notizia: 1-0 al Carpi (ultimo insieme al Verona) e quinto posto in solitaria davanti a due corazzate come Milan e Juventus.

* Gara a due facce per la Juventus che prima regala il solito gol agli avversari - questa volta sbaglia Bonucci -, poi riesce a rimontare. Peccato che la corsa delle altre renda quasi ininfluenti i tre punti in chiave scudetto. A questa velocità di crociera la quota per il titolo è a 85-86 punti che per i bianconeri significa farne 67-68 (media intorno ai 2,6 a partita) nelle restanti 26 giornate: 21 vittorie e 5 pareggi. E potrebbe non bastare.

* Dopo il Bologna (2-0 a Verona e secondo successo consecutivo di Donadoni) anche il Palermo si riprende: 1-0 al Chievo con il solito, eterno, Gilardino. Iachini salva la panchina. Almeno per il momento.

* In coda, a parte i felsinei, hanno perso tutti tranne il Frosinone, ma il 2-2 contro il Genoa è una mezza sconfitta perché ha il sapore dell'occasione gettata al vento per Stellone.

* Il Milan ha chiuso la sua striscia di successi consecutivi a quota tre. Il pareggio contro l'Atalanta è nel segno delle parate di Donnarumma e delle frasi sprezzanti di Berlusconi sul gioco della squadra di Mihajlovic. Adesso c'è la sosta e Sinisa ha il bisogno assoluto di correggere i difetti di un progetto che non decolla. La zona Champions League è lontana in fondo solo 6 punti, ma alla ripresa c'è la trasferta in casa della Juve che, vincendo, opererebbe il sorpasso tra deluse.

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