Calcio

Figurine Panini, la tradizione del "celo manca" vale un miliardo di euro

La passione dei collezionisti non tramonta malgrado il cambio della abitudini. Il boom del fatturato nell'anno del Mondiale

figurine Panini album calciatori 2018 2019

Giovanni Capuano

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Cambiano tempi e mode, ma il business delle figurine sembra non tramontare mai. Il 2018 appena concluso promette di passare alla storia come quello del boom per il marchio Panini, leader mondiale della produzione delle figurine e vicina a compiere i sessanta anni divita.

Complice il Mondiale di Russia 2018, il muro del miliardo di euro si è avvicinato notevolmente con un incremento netto rispetto ai 536 milioni di euro del 2017. Segno che il "celo manca" non passa mai di moda anche se declinato in forme anche differenti rispetto a quella tradizionale che, soprattutto in Italia, appassiona migliaia di tifosi (giovani e non) a caccia delle figurine per completale la collezione.

Quella della stagione 2018-2019 è la 58° della serie 'Calciatori'. Panini, che nel 2013 ha allargato il proprio business acquisendo il ramo italiano della produzione dei periodici Disney diventando produttore, tra gli altri, di Topolino è uno dei marchi tricolori più noti e diffusi in giro per il mondo.

 

Oltre mille e cento dipendenti, presente direttamente o indirettamente in 120 Paesi, lavora su un business che ha cambiato forma in questi anni ma che è stato capace di sopravvivere all'avvento delle nuove tecnologie.

Solo in Italia si stima un giro di collezionisti da un milione e mezzo di persone. Sorpresa: non sono tutti bambini o ragazzini che approcciano al mondo del calcio con l'album o con le nuove forme di figurina. In almeno mezzo milione di casi si tratta di adulti o collezionisti veri e propri.

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