Thohir tweet
Calcio

Ferrero ci ricasca, ma il tweet contro Thohir va punito

Il presidente della Samp rilancia un fotomontaggio offensivo, poi si pente. Ecco perché va squalificato

Non ha fatto nemmeno in tempo ad incassare il deferimento per frasi discriminatorie nei confronti di Thohir, che il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ci è ricascato. E' bastato un retweet sbagliato (e in fretta rimosso) per riaprire la polemica e dare il via a un altro tipo di discussione. Cosa succede su un dirigente o atleta ripubblica su un social un messaggio palesemente provocatorio o offensivo? E' passibile di ulteriore squalifica o può essere classificata come semplice leggerezza? Tema che prima o poi andrà affrontato in maniera definitiva, vista l'importanza che Twitter e Facebook stanno prendendo nella comunicazione dei calciatori e non solo.

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Ferrero, che era finito nel mirino della Procura federale per la frase su Thohir "filippino da cacciare" ha ricevuto e retweetato un fotomontaggio che lo ritrae con in mano una maglia recante la scritta 'Thohir! Che me la stiri questa?'. Chiara allusione alla definizione "filippino" di cui sopra. Battuta che può far ridere al bar, ma che suona di cattivo gusto se ripresa da un collega che, tra l'altro, ha già pubblicamente dovuto chiarire la sua posizione, scusandosi a voce e per iscritto con il numero uno dell'Inter. Ora, siccome Ferrero non è nuovo all'uso disinvolto di Twitter (come Panorama.it ha dimostrato anche nelle ore successive alla sua apparizione ai Rai Sport), viene da concludere che ci sia dietro una strategia decisa a tavolino.

Ferrero e i retweet sbagliati contro Thohir: ecco cosa scriveva mentre si scusava


Sarebbe, dunque, il caso che Palazzi apra un nuovo fascicolo di indagine allineandosi così alla giurisprudenza sportivo che ormai vige in molte altre federazioni, dove un tweet sbagliato può costare multe e squalifiche. L'ultimo in ordine di tempo è stato Rio Ferdinand, fermato per 3 giornate in Inghilterra dopo aver insultato un tifoso che lo criticava sul suo account personale di Twitter. In Turchia è toccato a Felipe Melo, reo di aver rilanciato un messaggio offensivo senza che l'alibi di conoscere male il turco gli sia bastato per scampare alla punizione. Ferrero, fino a prova contraria, era perfettamente in grado di comprendere il tenore della foto retweetata. Lo ha fatto ugualmente e che poi abbia cancellato il tutto in fretta non è una scusante. Anzi.

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