Calcio

Ferrero, addio alla Sampdoria: vicina la cessione a Vialli

Dopo cinque anni si sta per chiudere la sua parentesi blucerchiata. Tutte le immagini più belle dei suoi show negli stadi

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Giovanni Capuano

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Dopo cinque stagioni senza successi e con una sola qualificazione al preliminare di Europa League, naufragata contro il Vojvodina a fine state, si sta per concludere l'era di Massimo Ferrero alla guida della Sampdoria. Mesi di voci, cordate, offerte rifiutate fino alla svolta del comunicato per ufficializzare la firma di un "lettera di intenti" che entro il mese di settembre dovrà portare il club nelle mani della cordata che ha come punto di riferimento Gianluca Vialli.

"Holding Max srl, il veicolo di investimento della famiglia Ferrero, ha firmato una lettera di intenti con il consorzio CalcioInvest, LCC in relazione all'acquisto di UC Sampdoria Spa" si legge nella nota: "E' stata concessa in questa fase l'esclusiva per la prosecuzione della trattativa sino al mese di settembre".

Un passo avanti ufficiale che non segna la conclusione dell'affare, ma che indica comunque un deciso avanzamento dopo mesi di trattativa infruttuosa durante i quali il gruppo facente riferimento a Vialli si era anche ritirato (11 giugno) preso atto della distanza eccessiva tra l'offerta e le aspettative di Ferrero. Il canale si è riaperto grazie anche alla mediazione dell'ex proprietario Edoardo Garrone fino all'accelerazione del mese di agosto. 

 

Quanto costa la Sampdoria

In attesa di comprendere quale sarà il punto di contatto tra domanda e offerta, è utile ripercorrere la storia di una trattativa in cui Ferrero è partito da una valutazione di 100 milioni di euro della Sampdoria. Cifra ritenuta eccessiva da tutti gli interlocutori avvicinatisi al club genovese compreso il consorzio CalcioInvest di Vialli che si è spinto fino a 85 nella fase più serrata della contrattazione.

Chi si prende la Sampdoria avrà in eredità anche i debiti della società: 35 milioni circa che riguardano gli investimenti per sistemare il centro sportivo di Bogliasco, la sede del club e gli interventi per rendere lo stadio di Marassi più moderno e redditizio. Scelte compiute da Ferrero nel corso della sua presidenza per cercare di dare un futuro migliore alla gloriosa società blucerchiata, tornata in Serie A nel 2012 dopo un anno di Purgatorio ma senza trofei dalla meravigliosa parentesi di metà anni Novanta.

Un'età dell'oro legata alla presidenza Mantovani, a Boskov in panchina e al talento di Mancini e Vialli. Proprio lui è l'uomo che ha tessuto la tela per arrivare a prendersi la società, ventotto anni dopo averla trascinata allo scudetto.

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