Calcio

Far West Pechino. Supercoppa alla Juve

Calci, risse, proteste ed espulsioni: in scena il peggio del calcio italiano. Il Napoli diserta la cerimonia di premiazione

 

Peggio di così non si poteva cominciare. Risse, proteste, calcioni, espulsioni e la figuraccia in mondovisione di una squadra (il Napoli) che per protesta diserta la cerimonia di premiazione malgrado la richiesta del presidente della Lega di tornare in campo. Il calcio italiano farà bene a riflettere sulla notte di Pechino che è stata oscena nella sua conclusione. Non esiste abbandonare il terreno di gioco mancando di rispetto ad avversari e tifosi. I cinesi si stanno assicurando i diritti per la Supercoppa spagnola dei prossimi anni. Di sicuro non sentiranno la mancanza di quella italiana.

La decisione del Napoli di disertare la premiazione è uno schiaffo maturato dopo le proteste e le espulsioni in campo. Al fischio finale di Mazzoleni i giocatori hanno imboccato il tunnel degli spogliatoi e non c'è stato verso di farli tornare indietro. Non era mai capitato e si tratta di un gesto inaccettabile.

Il calcio italiano insomma riparte da dove si era fermato. La finale di Supercoppa di Pechino premia alla fine la Juventus che vince 4-2 dopo i tempi supplementari. Gara che, però,sarà ricordata più che altro per il carico di tensioni e polemiche che si porta dietro perché il Napoli la chiude in nove uomini per i rossi di Pandev (85') e Zuniga (90') che scatenano la rabbia di Mazzari, espulso anche lui. Impossibile per i campani resistere in doppia inferiorità. Per due volte erano stati in vantaggio (Cavani al 27' e Pandev al 40') e due volte erano stati raggiunti (37' Asamoah e 74' Vidal su rigore contestato). Poi l'autorete di Maggio (97') e il sigillo di Vucinic (102') hanno regalato a Conte, confinato in tribuna, il secondo trofeo bianconero con dedica dei suoi.

Di sicuro le squadre non hanno fatto mancare nulla in tema di calcioni, risse e proteste. Nervi tesi sin dall'inizio e grande fatica per Mazzoleni. Non un bello spettacolo anche se la gara è stata certamente divertente e non ha lesinato emozioni. Però la tensione è già oltre il livello di guardia. Si sono visti Cannavaro, Behrami e Cavani esibirsi in entrate da dietro su Giovinco, Marchisio e Pirlo: ammoniti. Proteste continue di Carrera e dei suoi. Accenni di rissa ad ogni contrasto duro e dopo la decisione di punire l'entrata di Fernandes su Vucinic con il calcio di rigore panchina del Napoli quasi catapultata in campo. Rigore che certamente si può discutere, ma che Mazzoleni ha assegnato dopo essersi consultato con il giudice di porta che ha fatto il debutto ufficiale nel calcio italiano.

Insomma, meglio darsi una calmata subito. Alla fine il referto parla di quattro espulsi (Pandev, cacciato per un insulto verso l'assistente di linea, Zuniga, Mazzarri e un altro componente della panchina campana) e 7 ammoniti. Troppo per essere a metà agosto. Hanno pesato, forse, le scorie delle polemiche di questa settimana ma si è esagerato e anche al Napoli non giova giocare così sui nervi. Era già accaduto nella passata stagione e rischia di ripetersi in questa. Se il buongiorno si vede dal mattino...

© Riproduzione Riservata

Commenti