Calcio

Come cambia il fallo di mano (e perché vedremo più gol annullati)

Fifa e Ifab contro i tocchi, anche involontari, che portano alla rete. Cosa dice il nuovo regolamento, il ruolo del Var e le possibili conseguenze

fallo di mano come cambia regola var

Giovanni Capuano

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Il gol annullato a Gabriel Jesus al 92' della sfida tra Manchester City e Tottenham, all'alba della stagione della Premier League, è l'esempio perfetto per spiegare come è cambiata la regola sui falli di mano e perché dobbiamo abituarci a modificare molti dei punti di riferimento tradizionali nella valutazione delle giocate in cui c'è un tocco di mano o braccio.

Non è un caso che gli organi dirigenziali degli arbitri si siano affrettati a ufficializzare il suo consenso alla decisione presa da arbitro e Var, così da non lasciare alcun margine interpretativo evitando confusione. Un tentativo lodevole che si scontrerà poi con quanto accade in campo, visto che la rivoluzione è culturale prima che normativa e ci vorrà tempo (con le conseguenti polemiche) perché venga pienamente accolta e metabolizzata da tutti.

Il gol del Manchester City è stato annullato perché sul traversone c'è stato un tocco di braccio, totalmente involontario, di Laporte che non è arrivato sul pallone di testa e se lo è visto sfilare sulla parte proibita del corpo finendo per servire Gabriel Jesus libero a due passi dalla porta. Involontario, nel movimento e nella gravità del tocco, ma irregolare.

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– Credits: EPA/PETER POWELL

Come cambia la regola sul fallo di mano

Per capire cosa cambia bisogna tenere come punto di riferimento cosa viene cancellato della vecchia regola 12 del gioco del calcio. Sparisce il concetto di "atto intenzionale" di un calciatore che viene a contatto con il pallone con il braccio o la mano. Fino a giugno i criteri per giudicare la fallosità erano due: il movimento della mano verso la sfera e la distanza rispetto al punto in cui la stessa veniva calciata perché, in sostanza, non era sufficiente la sola posizione 'geografica' per determinare l'esistenza di un fallo.

Oggi il nuovo testo diventa maggiormente articolato ma, soprattutto, cambia la filosofia. Come spiega la Circolare 1 distribuita agli arbitri italiani: "Il calcio non accetta che una rete venga segnata con la mano o con il braccio (anche se è un tocco accidentale" e quindi "ci si aspetta che un calciatore venga sanzionato per fallo di mano se ottiene il possesso o controllo del pallone con una mano o braccio e ne trae vantaggio importante. Se, ad esesempio, segna o crea un'opportunità di segnare una rete".

Addio, insomma, a una rete segnata se l'ultimo tocco è stato con una parte proibita del corpo. Qualunque sia la dinamica e qualsiasi possa essere la valutazione sulla volontarietà o meno del tocco. Non si discute più: il gol va annullato. Nero su bianco nel regolamento e nelle indicazioni fornite ai direttori di gara e alle sale Var.

La posizione del braccio e della mano

Il regolamento poi specifica che l'infrazione è tale quando le mani sono posizionate in maniera "innaturale" aumentando lo spazio occupato dal corpo. Cosa significa? La risposta è sempre nella regola: "Quando sono al di sopra dell'altezza delle spalle" perché tenerle in quella posizione significa assumersi il rischio di commettere un'infrazione e raramente può essere considerata una posizione naturale.

E' fallo anche se il pallone colpisce il braccio o la mano di un calciatore "provendendo direttamente dalla testa o dal corpo, compresi i piedi, di un altro calciatore lì vicino". A fare la differenza, anche in questo caso, è la posizione considerata innaturale del giocatore colpevole.

Ci sono anche i casi in cui il tocco di mano non produce una sanzione: se il braccio sostiene il corpo in fase di caduta, se la posizione è "naturale", cioé vicino al corpo senza aumentarne il volume oppure, generalmente, se il pallone "proviene direttamente dalla testa o dal corpo del calciatore stesso".

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