Calcio

Euro 2016: Pellè, Zaza, l'ironia social e la verità su quei rigori

Gli errori dal dischetto in Italia-Germania? Erano scritti nei numeri degli azzurri, quasi tutti inesperti nel tirare dagli 11 metri

Germany v Italy - Quarter Final: UEFA Euro 2016

Giovanni Capuano

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Un'onda lunga che non si arresta. Da una parte il popolo dei tifosi, ancora deluso per l'epilogo amaro ai rigori contro la Germania e poco disposto al perdono. Dall'altra Zaza e Pellè, i due accusati di alto tradimento, tra scuse, difese e qualche autogol social. Il quarto di finale di Bordeaux non smette di far discutere e divide ancora una nazione che ha accolto con gli applausi la squadra di Conte dopo l'Europeo al di sopra delle proprie possibilità.

Quei due rigori, però, non vanno giù ancora. Di Darmian e Bonucci e dei loro sbagli non si parla più. Tutti concentrati sulla danza di Zaza e lo scavetto mimato di Pellè: condannati ad essere ricordati per il resto della carriera da quell'istante fuggente lasciato scappare via sabato notte dopo 120 minuti di battaglia cui il secondo aveva partecipato da protagonista e il primo da spettatore non pagante. Fino alla decisione di Conte di gettarlo nella mischia proprio per calciare dal dischetto.

La gogna sui social e le due (diverse) fidanzate

Il processo collettivo si sta celebrando ormai senza sosta sui social, dove i gesti di Zaza e Pellè sono stati sminuzzati e analizzati sin dai primi istanti. I 18 passettini dello juventino prima di sparare il pallone alle stelle o la mano di Pellè sono ormai virali con mille interpretazioni sarcastiche che non cancellano la rabbia di fondo. Zaza ha usato la stessa arma per scusarsi in due occasioni per l'errore, pur rivendicando la scelta di tirare come sempre fatto. Pellè ha fatto infuriare ancora di più i tifosi postando una foto con linguaccia e drink insieme a Parolo. Poco conta che si trattasse di materiale di reportorio a prova dell'ottimo clima costruito in squadra. La mossa non è piaciuta ed è stata seguita da valanghe di insulti.

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Poi ci sono i personaggi a contorno di questa storia. La fidanzata dell'attaccante della Premier pescata sulle tribune con gli occhi sbarrati e uno sconsolato "lo sapevo". Ha detto anche "è un cogl...?"; secondo alcuni interpreti dei labiali sì. Chiara De Biasi, compagna dello juventino, ha invece tirato fuori le unghie per difendere il suo uomo. Dove? Sui social: "Basta offese! Il giorno che avrai un decimo delle palle di Simone forse potrai definirti uomo", destinato a un tifoso ancora arrabbiato.

La sfortuna di Conte e rigori tirati da inesperti

La realtà è che Zaza ha tirato come quasi sempre fa (e come tira anche Pogba, altro utilizzatore della rincorsa a passettini sul posto) e Pellè non era nuovo allo scavetto. Ma entrambi, purtroppo, sono tutto tranne che rigoristi rodati avendo calciato 4 penalty il primo (75% realizzazioni) e 11 (63,6%) il secondo prima della notte di Bordeaux. Non è colpa di nessuno, forse della sfortuna che ha privato Conte dei rigoristi più esperti e precisi.

Quello che nessuno ha scritto, infatti, è che con l'uscita di Eder nei supplementari era venuto meno l'uomo con la percentuale più alta dal dischetto: 23 su 25 per un confortante 92%. E insieme a Candreva (22 su 27) e De Rossi (10 su 13) i tre 'assenti' nella lotteria con la Germania avevano tirato in carriera più rigori di tutti gli altri 20 giocatori della rosa di Conte: 65 (con 55 gol e percentuale dell'84,6%) contro 53 (36 segnati, media 67,9%).

I nove che sono andati a confrontarsi con Neuer ne mettevano insieme 30 (21 gol media 70%) con alcuni debuttanti assoluti come Darmian o pivellini - che hanno comunque battuto l'emozione - come De Sciglio e Parolo. Insomma, anche nella specialità eravamo nettamente inferiori alla Germania: abbiamo azzardato ed è quasi un miracolo essere arrivati al 18° tiro. Poi resteranno nella storia Zaza e Pellè...

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