Calcio

Euro 2016, Italia ko con l'Irlanda. Conte, ora serve di più

Deludente prova degli azzurri: bocciate le riserve. Lunedì contro la Spagna necessario un cambio di passo per non uscire

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Giovanni Capuano

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L'unica consolazione è che peggio di così sarà difficile fare. Perchè l'Italia sconfitta dall'Irlanda nell'ultima e poco significativa gara del girone di qualificazione ha messo in mostra tutti i limiti già intravisti nei primi 60 minuti contro la Svezia e, per di più, nessun pregio. Battuta d'arresto che non conta nulla (purtroppo) sul piano della classifica, ma che apre qualche interrogativo in vista dell'ottavo di finale contro la Spagna.

Conte aveva scommesso di poter tenere vitali le cosiddette seconde linee, aprendo il casting per un'improbabile maglia a Parigi e solleticando in particolare chi fin qui riteneva di aver avuto troppo poco spazio. Poi, per evitare cali di tensione eccessivi denunciati alla vigilia, aveva anche rischiato oltre l'immaginabile per tenere dentro Bonucci lasciando al gruppo una parvenza di continuità rispetto alle prime due prove. Nessuna delle due cose ha reso e per fortuna che il difensore, imprescindibile nell'Italia 1 che affronterà la Spagna, non ha preso il cartellino giallo che avrebbe decretato la squalifica.

Euro 2016, il tabellone degli ottavi di finale
 

Poche idee e scarsa intensità

La partita di Lille boccia quasi tutti delle idee messe in campo da Conte. Nessuna intensità e pochissima qualità, ecco il responso di novanta minuti in cui le motivazioni degli irlandesi hanno fatto la differenza. Era anche prevedibile, considerato che tradizionalmente l'Italia si perde nelle amichevoli e questa in pratica lo era, ma il segnale è comunque negativo e riduce il campo delle scelte a disposizione del ct per il prosieguo del torneo.

Si è capito che Thiago Motta non può essere un'alternativa a De Rossi. E che la corsa di Giaccherini e Parolo non è replicabile da altri se mancano i meccanismi collaudati che solo la metà del gruppo su cui Conte ha puntato a fondo ha nel suo dna. Anche Zaza e Immobile, che teoricamente sono i più vicini a giocarsi una maglia da titolari, hanno mancato la prova d'appello. Meglio Insigne quando è entrato nel finale, seppure da battitore quasi libero.

Ora la Spagna tra rimpianti e preoccupazioni

Segnali che Conte non potrà non tenere in considerazione da qui a lunedì, giorno della resa dei conti con la Spagna. A meno di problemi fisici (e Candreva sta recuperando) giocherà l'Italia anti-Belgio, sperando che sia in grado di regalare qualche cosa in più della replica con la Svezia che già non aveva convinto. La Spagna non sta bene ed è attraversata da diverse tensioni, ma è possibile che Del Bosque e i suoi si siano rinfrancati con la visione della sfida degli azzurri con l'Irlanda.

Il grosso rimpianto è sempre legato al tabellone. Il Belgio che abbiamo battuto e che non ha brillato con la Svezia, chiude a quota 6 punti ma secondo e incrocia l'Ungheria con la chance concreta di proseguire almeno fino alla semifinale. L'Italia, che non ha fatto calcoli, dovrà scalare una montagna per arrivare a Parigi: Spagna, Germania e Francia se tutto va come deve andare. Possibile? Sì. Probabile? Difficile.

La speranza è legata al fattore Conte, che contro il Belgio ha saputo mostrare il volto bello di una nazionale preparata alla perfezione dal punto di vista fisico e tattico. Serve quell'Italia lì e non quella successiva. Senza falsi trionfalismi, ma anche senza abbattersi troppo o lasciarsi condizionare dalle critiche che pioveranno naturalmente sul gruppo per il ko. Conte le temeva e lo scenario si è verificato puntualmente.

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