Calcio

Euro 2016, Italia-Germania per un pronostico che si può ribaltare

A Bordeaux quarto di finale con gli azzurri sfavoriti, ma ce la giochiamo. Storia di una sfida che ha sempre punito i tedeschi

Euro 2016, ottavi: Italia - Spagna

Giovanni Capuano

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La storia dice Italia. Il presente parla a favore della Germania. Come capitato spesso in passato, nella lunga vicenda di una sfida in cui il cuore azzurro è riuscito sempre ad andare oltre l'ostacolo scrivendo pagine da leggenda per il nostro calcio. Città del Messico, Madrid, Dortmund, Varsavia: cartoline che abbiamo sfogliato nella lunga vigilia di un quarto di finale che ci vede sfavoriti come mai contro i panzer tedeschi, campioni del mondo e apparentemente indistruttibili mentre noi siamo un po' come Calimero: piccoli e sfigati.

Eppure in queste giornate che ci hanno portato a Bordeaux, nella speranza di aggiungerla alla collezione di città magiche, abbiamo scoperto di non avere solo la cabala e il passato cui aggrapparci. L'Italia di Conte è davanti a un Everest, ma è anche attrezzata per scalarlo. Lo ha fatto contro il Belgio a Lione, quando nessuno credeva possibile partire col piede giusto nel girone, si è ripetuta contro la Spagna chiudendo il ciclo delle Furie Rosse. Perché non ripetersi anche contro i tedeschi?

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Il muro azzurro contro la marea bianca

Si può fare, senza essere arroganti come loro che hanno messo nero su bianco i sette motivi per cui l'Italia sarebbe spacciata. Si può fare perché Neuer non ha ancora incassato un gol (unica nazionale in questo Europeo), ma contro la Polonia che un po' ci assomiglia per disciplina tattica ha rischiato l'inverosimile. E poi anche Buffon e l'Italia titolare è a quota zero reti subite e non è un caso, visto che discende dal muro della Juve che quest'inverno ha sgretolato il record del Milan degli imperforabili. Dunque non partiamo inferiori in tutti i reparti e alla nostra eccellenza ci possiamo aggrappare.

Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini contro Gomez, che conosciamo bene soprattutto per i suoi difetti di staticità, Muller-Ozil-Draxler, la linea di incursori alle spalle della punta che rappresenta la vera forza di Loew. Fanno paura, ma Conte ha le armi per proteggersi e basta dare una ripassata alla partita di sacrificio straordinaria di Eder e Pellè contro la Spagna per capire che la nostra fase difensiva comincerà altissima e, se tutto va come deve andare, difficilmente abbandonerà l'ultima linea al suo destino.

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L'incognita De Rossi e le alternative di Conte

L'assenza di De Rossi, se assenza sarà, è pesantissima. Prima il centrocampo azzurro di un punto di riferimento quasi unico e nemmeno Thiago Motta avrebbe sostituito in pieno nella sua funzionalità tattica. Attenzione, però, perché l'Italia di Conte nasce già senza regista e nella fase di costruzione verticale dell'azione - quella che fin qui ha innescato Pellè, Eder e i centrocampisti bruciando le difese avversarie - si avvale di altri interpreti. Barzagli (191 passaggi effettuati con il 92% di precisione), Bonucci (177 e 85%) e Chiellini (158 e 79%) sono i primi tre uomini nella classifica azzurra dei palloni giocati. Poi arriva De Rossi e il resto della truppa. Senza De Rossi toccherà a Parolo e Sturaro inventarsi ritmo e caratteristiche non proprie. Ma il ct ci ha lavorato su per una settimana.

L'Italia tiene poco palla (48% medio) e la Germania sembra costruita a immagine e somiglianza del Bayern di Guardiola, visto che è la squadra che fa più possesso tra tutte (64% medio) e prova a soffocare l'avversaria con una ragnatela di passaggi (2.330 contro i 1.333 italiani). Filosofie agli antipodi, ma Loew non ha solo pregi nel suo gruppo: Khedira e Kroos hanno passo lento e soffrono se aggrediti o ingiabbiati proprio come fatto dalla Polonia in una partita che, senza gli errori di Milik, avrebbe disegnato un Europeo diverso per i tedeschi.

Conte, il nostro fuoriclasse in panchina

E poi l'Italia il vero top player ce l'ha in panchina. La vittoria contro la Spagna ha certificato agli occhi del mondo intero il valore di Antonio Conte. Le immagini del suo balletto spiritato, lungo 90 minuti, hanno fatto il giro del web e delle televisioni. A Londra sponda Chelsea gongolano, pensando che tra pochi giorni tutto questo sarà loro. In Italia si sprecano i complimenti (anche al presidente Tavecchio che l'ha voluto e difeso) e i paragoni con Lippi e con altri grandi condottieri azzurri. Conte è l'anima e non ha nessuna voglia di abdicare senza lottare. Abbiamo poche certezze, ma tra queste c'è che l'Italia non partirà battuta contro nessuno, nemmeno contro la Germania.

Il ct ha preparato in maniera maniacale la partita di Bordeaux. Sapeva di avere davanti una seconda fase durissima e l'ha affrontata col piglio giusto. In tanti si sarebbero scoraggiati, invece ne sta traendo la forza per motivare i suoi ad andare oltre la normalità per fare l'impresa. L'Italia ha più fame della Germania. E poi quella striscia di precedenti sempre favorevoli a noi, qualche scoria nella testa dei tedeschi l'ha lasciata di sicuro anche se ostentano serenità e si rifanno all'amichevole di marzo dominata e stravinta: irripetibile, perché l'Italia non sarà la stessa.

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