Calcio

Euro 2016: grande Italia, ora puoi sognare! E Conte sembra Lippi

Battuta la Spagna, nei quarti tocca alla Germania. Che è superiore, ma ci deve temere: perché il ct è il nostro fuoriclasse

Italy v Spain - Round of 16: UEFA Euro 2016

Giovanni Capuano

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Bordeaux, sabato 2 luglio ore 21. Il giorno e l'ora della verità, quello in cui noi e loro torneremo a guardarci negli occhi. Siamo ai quarti di finale dell'Europeo e nessuno lo poteva immaginare. Abbiamo scalato la prima parete del nostro Everest buttando fuori la Spagna e chiudendo il ciclo degli invincibili. Quello che aspetta, però, è ancora più difficile. Un sesto grado, se possibile.

Noi siamo l'Italia che stupendo l'Europa. Loro sono la Germania che è favorita da tutto: pronostico, nomi, numeri, sensazioni. Italia contro Germania come nel più classico dei duelli e non conta nulla averli fatti fuori a Città del Messico nel '70, Madrid '82, Dortmund '06 e Varsavia '12. Non conta nulla se non per scaricare tutta la pressione sui campioni del mondo in carica, così forti e perfetti da sembrare inarrivabili. Lo erano anche gli spagnoli e sappiamo come è finita.

Euro 2016, il tabellone dei quarti di finale
 

Perché possiamo vincere noi

Non è solo scaramanzia, ma un lucido ragionamento. Dopo aver visto gli azzurri contro Belgio e Spagna non si può escludere nulla, se non che arriveremo impreparati alla sfida con la squadra di Loew. Dopo aver perso a marzo per 4-1 in amichevole, Conte aveva detto sconsolato: "Tra noi e loro c'è un gap da colmare. Per giocare su ritmi alti una certa intensità ce la devi avere nelle gambe".

Ecco, la prima certezze è che oggi - dopo un mese di allenamenti e cura-Conte - la nazionale quella forza nelle gambe ce l'ha in abbondanza. Siamo la squadra che corre di più dell'Europeo, la più dinamica e quella meglio organizzata. Non è solo catenaccio, è calcio studiato nei minimi dettagli, contrasto su contrasto e gabbia per gabbia. Il gap è stato colmato e i tedeschi non passeggeranno su di noi come l'ultima volta

Conte il top player in panchina

L'altra certezza è che il nostro valore aggiunto sta in panchina. Non seduto, visto come accompagna ogni movimento dei suoi in campo, ma pienamente partecipe dello sforzo azzurro. Alzi la mano chi ricorda oggi le polemiche sull'ingaggio multimilionario concesso da Tavecchio, con brillante intuizione, due anni fa. E alzi la mano chi ancora nutre dubbi sul fatto che Conte si sarebbe concentrato con ferocia su questa avventura lasciando da parte per un mese il Chelsea ed il futuro nella Premier.

Questo Europeo è la consacrazione internazionale di Conte. Nei due anni 'europei' con la Juventus era uscito con una pagella non all'altezza. Ora andrà in Inghilterra a testa alta, avendo dimostrato di fare un calcio che va bene non solo in Italia. "Non siamo catenaccio e basta" ripete con orgoglio da un mese a questa parte. Ha ragione.

Nessuno ha un allenatore come lui. Nessuno ha un allenatore in panchina in questo Europeo, uno capace di prendere un gruppo e riplasmarlo dopo aver perso due come Marchisio e Verratti. Comunque vada a finire contro i tedeschi, ci sarà da alzarsi in piedi ad applaudire. Con un sincero augurio a Ventura che verrà dopo e questo stesso gruppo lo dovrà far funzionare bene subito, pur avendo meno carisma di Conte. Non sarà facile. 

 

Conte come Lippi nel 2006

In ogni caso questo Conte ricorda da vicino Lippi del 2006. Stessa carica e stesso dominio mentale sulla squadra. Ha sfidato tutti chiamando i 23 più funzionali al suo progetto, ha chiuso il fortino e si è affidato alla classe ed esperienza di chi conosceva meglio. Un po' come Marcello nel Mondiale poi vinto, cominciato con l'assedio di chi gli chiedeva un passo indietro nell'estate del caos di Calciopoli.

Conte è la cosa più simile a quel Lippi che il calcio italiano sia stato capace di produrre. E' l'uomo giusto al momento giusto: abbiamo anche altri grandi tecnici, ma forse nessun altro sarebbe stato capace di trasmettere la stessa scossa all'Italia. Viviamo sui nervi e sugli eccessi. Un equilibrio instabile ed esaltante. Fin qui siamo stati perfetti quando è stato il momento di usare i nervi per superare l'ostacolo. Ora ci aspetta la Germania che non ha ancora incassato gol. Siamo sicuri che dormiranno tranquilli?

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