Calcio

Euro 2016, scontri a Marsiglia: l'allarme hooligans dimenticato per l'Isis

Le violenze in occasione di Inghilterra-Russia rispecchiano una situazione nota. Da tenere presente alla pari del rischio terrorismo

Excitement Mounts As England Prepare To Take On Russia In The Euros

Giovanni Capuano

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Il bilancio della due giorni di guerriglia per le strade di Marsiglia e nella zona del Vieux Port è da brividi ma, purtroppo, non si può dire che sia inatteso. L'orda di hooligans che ha messo a ferro e fuoco la cittadina francese nelle ore precedenti la sfida tra Inghilterra e Russia ha svelato una falla gigantesca nel sistema di sicurezza francese per l'Europeo, con il terrorismo e l'Isis nel mirino.

Non dobbiamo preoccuparci solo di eventuali attacchi suicidi e non basta schierare 90 mila agenti nelle nove città sedi di questa manifestazione. Il rischio è alto anche per altri motivi e Marsiglia potrebbe essere solo la prima tappa di un calvario che poteva essere previsto e, dunque, evitato. Già a partire dall'incrocio tra Turchia e Croazia a Parigi, gli occhi di tutta l'Europa saranno sull'Europeo non solo per le gesta dei giocatori in campo, ma soprattutto per cercare di prevenire e reprimere incidenti e comportamenti non accettabili fuori, anche perché in grado di facilitare quegli stessi attacchi terroristici giustamente temuti dalle autorità di sicurezza.

 

La catena delle responsabilità per quanto accaduto a Marsiglia è lunga. Sicuramente gli hooligans russi e inglesi hanno fatto la loro parte, accompagnati da tifosi francesi tra i più problematici e, forse, con il supporto di altre fazioni. I vertici delle forze dell'ordine parlano di scontri scoppiati violentissimi e all'improvviso, sedato in pochi minuti dall'intervento della polizia, ma il danno di immagine (e non solo) è gigantesco e apre a inquietanti interrogativi.

E' irresponsabile aver messo inglesi e russi insieme e per di più a Marsiglia, dove c'erano precedenti storici risalenti al Mondiale del '98 (incidenti gravissimi prima di Inghilterra-Tunisia) e dove c'è un mix esplosivo a prescindere, in una città che ospita una delle tifoserie più calde e violente d'Europa e che vive sul suo territorio una difficile integrazione razziale e culturale. La Uefa, spesso attenta ad evitare errori di questo tipo, ha lasciato che fosse un sorteggio a determinare il dove e il come: sbagliato.

La gestione dell'ordine pubblico, poi, è stata discutibile. Nessun divieto di vendita di bevande alcoliche, l'assenza di fan zone separate come tradizione nei grandi eventi organizzati dal massimo organismo calcistico continentale e la mancata prevenzione che ha portato a Marsiglia, secondo alcune testimonianze, anche centinaia di hooligans che non avrebbero potuto lasciare l'Inghilterra perché 'daspati' dalle autorità britanniche.

Una catena di errori inaccettabile e che ha prodotto lo scempio di Marsiglia. Siamo solo all'inizio dell'Europeo e l'augurio è che ci sia tempo per correre ai ripari, evitando almeno di consegnare altre città nelle mani dei violenti. Il timore dell'Isis non può aver cancellato del tutto l'attenzione a un fenomeno che, come la realtà dimostra, non è ancora stato sradicato dal nostro calcio.

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