Calcio

Euro 2016, la Francia si scopre (quasi) perfetta

Transalpini travolgenti: fine della favola Islanda. E adesso la Germania per la vera finale dell'Europeo

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Giovanni Capuano

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E adesso la Francia sogna davvero. Sogna di ripetere le imprese del 1984 e del 2000, quando Platini e Zidane la portarono sul tetto d'Europa regalando estati indimenticabili. Sogna e fa bene, visto che la squadra di Deschamps sta crescendo con il passare delle partite e il blu sbiadito del girone eliminatorio si è via via trasformato in blu brillante. Il 5-2 con cui ha chiuso la favola islandese rappresenta il punto più alto fin qui.

"Quasi perfetti" è il titolo con cui l'Equipe ha celebrato la passeggiata sui resti dell'Islanda. Dal riposo in svantaggio contro l'Irlanda, che aveva spaventato un'intera nazione, fanno 7 gol segnati in 135 minuti con lampi anche di vero Pogba oltre alle conferme Payet e Griezmann. Deschamps ha trovato tutti insieme i suoi uomini di qualità e la sfida alla Germania, vera favorita dell'Europeo, fa meno paura di prima anche se in passato non sempre i transalpini sono riusciti a superare lo scoglio delle semifinali appena raggiunte per la quinta volta nella storia.

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Una macchina da gol

I numeri dicono che la Francia è la nazionale che fin qui ha segnato di più all'Europeo: 11 reti, una in più del Galles di Bale. La maggior parte sono arrivate nella fase ad eliminazione diretta dopo gli stenti contro Romania, Albania e Svizzera. Tra le sopravvissute in semifinale, però, i transalpini non sono la squadra che ha creato di più e anche questo è un dato da tenere in considerazione adesso che il livello di alza.

Se si prende come riferimento i tiri in porta, ad esempio, Portogallo (95) e Germania (91) ci hanno provato più della Francia (87) e tutte sono alle spalle del Belgio talentuoso e sprecone (98) che si è fatto eliminare da Bale e compagni. La Francia è quarta anche per precisione nelle conclusioni (29 su 87 nello specchio della porta) e prima solo per sfortuna con i suoi 5 pali colpiti nei primi 450 minuti in campo.

Pogba e la ricerca della perfezione

Detto che la vittoria sull'Islanda non ha salvato Evra e Umtiti da voti da bocciatura il giorno dopo (la quasi perfezione che i francesi denunciano anche nella festa), l'enigma e il simbolo rimane Pogba. Non è più quello svagato e in difficoltà visto all'inizio dell'Europeo, ma non è ancora quello dominante che deve trascinare la Francia all'apoteosi. Sta migliorando e contro l'Islanda ha trovato anche la via della rete, ma a lui si chiede maggiore continuità e presenza in campo.

Anche perché la Francia è tra le semifinaliste quella che fa del fraseggio e del possesso palla la religione di vita, dietro solo alla Germania guardiolizzata: 56% possesso palla medio fin qui, 88% precisione dei passaggi (2510 contro i 3383 tedeschi). Il centrocampo è, insomma, la chiave di tutto e serve ad innescare le veloci ripartenze di Payet e Griezmann che stanno rendendo un duello in casa la sfida per il titolo da capocannoniere.

"Meglio la Germania dell'Italia"

La sorpresa è che gli errori dal dischetto di Zaza, Pellè e Darmian non hanno fatto piangere la Francia. Ci temevano e non fanno nulla per nasconderlo. Preferivano avere la Germania in semifinale e l'hanno ottenuta, pensando di avere un gioco più adatto a far male a quello tedesco piuttosto che doversi misurare con la nostra intensità e con il contropiede azzurro che spesso gli ha fatto male.

Quella di Marsiglia sarà una vera finale di Euro 2016. Da lì uscirà la favorita per la vittoria, Portogallo e Galles permettendo. La Francia lo sa e sogna, anche se avrà una giornata in meno per riposare e preparare la sfida rispetto ai tedeschi. Una delle anomalie di un tabellone che fin qui ha favorito poco i padroni di casa. E lo scenario si ripeterà tra semifinale e finale, da preparare con solo 72 ore di riposo per smaltire il duello con Loew e la sua truppa.

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