UC Sampdoria v AC Milan - Serie A
Calcio

Il cambio Miha-Brocchi? Un errore (ma i numeri non lo dimostrano)

Squadra in caduta libera, il sorpasso del Sassuolo e l'addio all'Europa. Ma anche Sinisa andava piano, anche peggio di Christian...

Che il cambio Mihajlovic-Brocchi sia stato fallimentare per il Milan lo dimostrano i fatti: squadra fuori dall'Europa League (a meno di miracolo in finale), spogliatoio spaccato, gioco latitante e tifosi inferociti dopo una stagione in cui già la loro pazienza era stata messa a dura prova. Dunque, la sentenza è facile: Berlusconi e Galliani hanno sbagliato a esonerare Mihajlovic e a lanciare il giovane Brocchi, provando ad anticiparne di qualche mese l'arrivo a Milanello.

I numeri, però, raccontano anche altro e non tutti confermano la tesi che oggi è della maggior parte del popolo rossonero. I numeri dicono che Brocchi ha fatto male la sua parte, ma che chi l'ha preceduto non ha fatto meglio. Anzi. E che lo scivolamento al settimo posto in classifica, alla fine, è dipeso dal Sassuolo e non dal Milan. Possibile? Sì. Ecco perché.

Il bilancio di Brocchi: 8 punti in 6 partite

Brocchi si è seduto sulla panchina del Milan l'11 aprile, dopo la sconfitta a San Siro contro la Juventus che aveva rappresentato uno dei picchi più alti della stagione. nelle 6 giornate successive i rossoneri hanno raccolto 8 punti, frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Pochissimi, considerato che il calendario proponeva come avversarie le tre retrocesse: Verona, Carpi e Frosinone. Oltre a una squadra come il Bologna ormai priva di obiettivi e di stimoli.

Il bilancio, insomma, è negativo. Però bisogna ricordare che anche l'ultimo Mihajlovic era stato disastroso: 5 punti nelle 6 partite prima dell'esonero, con i crolli contro Sassuolo e Atalanta in due giornate in cui la squadra ha dato la netta sensazione di aver mollato. Il saldo è favorevole a Brocchi: 8 contro 5.

E contro le stesse avversarie...

Certo, il segmento di Mihajlovic era sulla carta più impegnativo di quello di Brocchi: Sassuolo, Chievo e Atalanta fuori casa, Lazio, Torino e Juventus a San Siro. Prendendo, però, come parametro le ultime 6 del girone d'andata si scopre che Sinisa non aveva fatto molto meglio di Christian: 9 punti contro 8. Tra dicembre e gennaio il Milan aveva battuto largamente la Sampdoria, pareggiato deludendo contro Verona e Carpi, vinto di rimonta a Frosinone, perso contro il Bologna a domicilio e pareggiato all'Olimpico contro la peggiore Roma dell'anno.

Provando a giocare con i numeri, se anche avesse ripetuto lo stesso score sarebbe rimasto dietro al Sassuolo. Anzi, anche applicando alle ultime 6 giornate la media punti di tutto il resto del campionato con il serbo (1,53), la chiusura sarebbe stata a quota 58 punti, staccati dai 61 del Sassuolo. Che nelle ultime 4 ha fatto bottino pieno contro Torino, Verona, Frosinone e Inter conquistandosi la chance europea da solo.

Per batterlo, il Milan avrebbe dovuto arrampicarsi fino a 62 punti: ne mancano 5. Poteva farli Brocchi battendo Carpi e Frosinone in casa e pareggiando a Verona (ad esempio). Oppure avrebbe potuto farli Mihajlovic prima. Di sicuro il cambio non ha migliorato la situazione ma, a livello numerico, ha semplicemente accompagnato la squadra e la stagione verso un inesorabile declino.

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