ESCLUSIVO - Valentina Mezzaroma: "La giustizia sportiva va cambiata e servono stadi all'avanguardia"

Intervista a 360° alla vice presidente del Siena, bellezza vera del nostro calcio. Dalla penalizzazione subita per il calcioscommesse ai progetti futuri, passando per il caso Sneijder e i tanti errori arbitrali

Valentina Mezzaroma (LaPresse)

Matteo Politanò

-

Passione infinita per il calcio e voglia di mettersi in discussione anche come direttore sportivo dopo il corso di Coverciano. Valentina Mezzaroma, vice presidente del Siena, è la protagonista della nuova era della Robur, un progetto che nasce dalla certezza che il nostro calcio sia ancora il migliore del mondo. In esclusiva per Panorama.it la lady bianconera ha raccontato il suo punto di vista sul campionato in corso, dai sei punti di penalizzazione con cui il Siena ha iniziato il torneo fino agli obiettivi a breve termine come il mercato invernale.

Prima di tutto un commento sulla sconfitta contro la Roma di Zeman, si aspettava di più?

Eravamo partiti bene nel primo tempo, poi abbiamo commesso qualche errore di troppo, forse sbagliando anche qualcosa nei cambi. Ma parlare a posteriori è troppo facile, in Italia siamo tutti allenatori. Noi abbiamo piena fiducia nel nostro staff tecnico. L’esultanza di Destro? Il ragazzo è giovane, gli mancava il gol e ha esultato, è normale. Però nel tunnel a fine partita uno schiaffetto gliel’ho dato.

Il Siena sta facendo bene in campionato nonostante sia partito da una pesante penalizzazione. Crede che la pena sia stata eccessiva alla luce di ciò che è emerso?

Partire con sei punti di penalizzazione è stata sicuramente una mannaia per la nostra società. I ragazzi sono stati bravissimi ad annullare questo malus fin dalle prime giornate ma sicuramente tutta la vicenda avrebbe dovuto essere gestita diversamente. I giudici hanno creduto ad un personaggio in particolare ritenendolo affidabile, noi abbiamo scelto di patteggiare per limitare i danni perché le partite incriminate erano cinque. Siamo convinti che la verità emergerà.

Cosa non le è piaciuto di come è stata affrontata la vicenda del calcioscommesse?

Sarò banale ma credo che la giustizia sportiva presenti molte, troppe falle. A volte lascia inermi e le società non sanno come ci si può relazionare in certe situazioni. E’ una critica che è stata fatta anche dal presidente Abete, tutta la faccenda avrebbe potuto essere gestita in maniera sicuramente migliore e sono convinto che tutto il sistema della giustizia sportiva vada rivisto e migliorato.

Lei veniva dall'esperienza del volley, cosa le piace del calcio e cosa invece non sopporta di questo sport?

Io amo il calcio in ogni suo particolare. E’ un ambiente che mi ha conquistato totalmente e che mi coinvolge con anima e corpo in ogni giornata. Il calcio si vive tutta la settimana e ogni risultato può cambiare gli equilibri e rendere le giornate belle o brutte. Non c’è paragone con il volley, completamente un altro sport con altre regole e dinamiche. Io adoro questo mondo e voglio farne parte sempre di più al punto che ho seguito anche il corso di Coverciano per diventare direttore sportivo, un’esperienza unica in un ambiente magico per questo sport.

Come vede il futuro del calcio?

Spero che si possa lavorare per migliorare le infrastrutture del nostro calcio. L’Italia merita stadi all’altezza delle sue città e anche le realtà di provincia, come Siena e Parma, meriterebbero impianti all’avanguardia come succede nelle grandi città europee. Ne trarrebbe giovamento tutta l’economia locale e sarebbe un ulteriore incentivo per il turismo che, nel caso di Siena, ha un flusso continuo per tutto l’anno. Ritengo che il campionato italiano resti il migliore del mondo, per questo ci vogliono stadi all’altezza.

Quali sono i progetti futuri della società calcio Siena?

Noi viviamo giorno per giorno con la consapevolezza che da una settimana all’altra può cambiare tutto. Ci guardiamo intorno, cercando di prendere spunto dalle realtà che funzionano per crescere ancora. Nell’immediato guardiamo al mercato di gennaio, qualche ritocco ci sarà sicuramente, soprattutto in attacco.

A quattro giornate dalla fine del girone d'andata quali sono le squadre che l'hanno colpita di più e chi è la sua favorita per il campionato?

Sicuramente la Juventus resta la favorita. Adesso tornerà Conte e la Juve sarà più agguerrita che mai, sono sicuro che ne vedremo delle belle. Per il resto vedo una serie A molto equilibrata in un torneo che si è livellato verso il basso con la partenza di top player verso l’estero. La crisi si è sentita. Vedo molte squadre con un potenziale che si equivale e a mio parere sarà un torneo molto combattuto fino all’ultima giornata.

E' stata una prima parte di stagione scandita da errori arbitrali come raramente successo in passato: secondo lei come mai?

Non conosco a fondo le dinamiche della classe arbitrale. Credo che molto dipenda dalle tante prospettive da cui vengono valutati i singoli casi. Non mi sento di gettare lava sulla categoria ma sicuramente in questa prima parte di campionato c’è stato un numero eccessivo di sviste e sono certo che Braschi si stia muovendo per correggere gli errori.

Esiste ancora la sudditanza psicologica verso le società più blasonate?

No, non credo sia più così. Penso che gli errori del passato siano serviti per dare ai direttori di gara più consapevolezza e sicurezza, non voglio credere che le scelte possano essere dettate dai colori di una maglia.

Dopo lo striscione contro Pessotto in Milan - Juventus nel derby di Torino è stato esposto quello su Superga. 4 mila euro di multa per i tifosi rossoneri mentre si indaga per quello di Torino. Non è troppo poco?

Episodi di cattivo gusto che vanno puniti e censurati. Non si scherza con drammi del genere e sono sicuro che la Juventus agirà in prima persona per scoprire i colpevoli ed emarginarli. Credo che il popolo juventino per primo si renda conto quanto sia grave uno striscione che deride una tragedia come quella di Superga, sicuramente è stata una brutta pagina di questa stagione.

Quale è il suo rapporto con la città e la gente di Siena?

Ho un rapporto meraviglioso con la gente di Siena, parlo con i tifosi, li coccolo e loro mi hanno accettata fin da subito. Vivo metà settimana in Toscana e l’altra nella mia città dove do una mano a mio padre. Siena è una città unica dove si vive come in poche altre parti d’Italia, non a caso è stata indicata come la seconda per qualità di vita. Sono felice e sempre più coinvolta in questo progetto e mi sento una privilegiata.

Che idea si è fatta della vicenda Sneijder, in Usa per gli sportivi esiste una parte di contratto garantita e una variabile in base alle prestazioni. Le società sono ostaggi dei contratti?

Sicuramente il sistema economico va tutto rivisto. Non mi sento di giudicare in particolare il caso Sneijder, quella è una questione che riguarda l’Inter. Sicuramente la crisi economica ha reso impossibile sostenere le spese del passato e diverse società hanno fatto scelte dolorose ma necessarie. I giocatori più pagati sono stati ceduti e adesso tutti i contratti troppo onerosi dovrebbero essere rivisti.

© Riproduzione Riservata

Commenti