Calcio

Esonerato anche Emery: la caduta degli allenatori della Premier League

Prima Pochettino, poi lo spagnolo che non riesce a far decollare i Gunners. Il calcio inglese miete tecnici con sempre maggiore velocità

Unai Emery Arsenal allenatore esonerato

Giovanni Capuano

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L'avvio catastrofico di stagione è costato il posto a Unai Emery, tecnico spagnolo seduto sulla panchina dell'Arsenal dall'estate 2018 e mai veramente entrato nel cuore dei tifosi dei Gunners, malgrado il suo passato di allenatore vincente in Europa League e creatore di cicli lavorando con giovani e talenti emergenti. Licenziato per non aver raggiunto i risultati sperati, senza attendere oltre visto la china presa in un'annata che già avrebbe dovuto rappresentare occasione di riscatto dopo la prima a Londra senza gloria.

Emery paga l'avvio al rallentatore in Premier League (18 punti in 13 giornate, distacco abissale dal Liverpool leader e anche dalla zona Champions League che dista 8 lunghezze), l'eliminazione dalla Coppa di Lega e un'Europa League con qualche luce ma anche troppe ombre. E poi nulla del gioco promesso, gestione problematica dentro lo spogliatoio e lo sfilacciamento progressivo con l'ambiente esterno, certificato dalle prime pagine dei tabloid inglesi.

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E' singolare che l'Arsenal, un club che ha saputo rispettare anche la lunga era senza successi di Wenger, questa volta abbia scelto di decidere con fretta. Singolare e anche testimonianza di un cambio di mentalità che sta progressivamente investendo il calcio inglese ai massimi livelli. Ed è singolare che Emery perda la panchina pochi mesi dopo essere stato sconfitto a maggio nella finale dell'Europa League contro il Chelsea.

Singolare perché questa stagione ha già visto cadere la testa di Mauricio Pochettino, tecnico che solo sei mesi prima dell'esonero ha spinto il Tottenham alla storica finale della Champions League. Licenziato senza troppi complimenti per fare posto al ritorno di Mourinho. E prima era capitato a Javi Garcia del Watford. Tre esoneri in tre mesi, quasi un record per la Premier League anche se allenatore in Inghilterra non è più sinonimo di avere tempi più lunghi prima della resa dei conti.

Dall'addio di Ranieri al Leicester, nemmeno un anno dopo averlo trascinato nella straordinaria avventura della conquista della Premier, al burrascono divorzio tra il Chelsea e Conte con in bacheca un titolo e una FA Cup. Roba da tribunali e carte bollate (non ancora concluse), quasi più simile a certe abitudini italiane o latine piuttosto che british. Invece è così: Emery, al pari di Pochettino, lo ha sperimentato sulla sua pelle.

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