Calcio

Eder e i 10 colpi invernali della storia dell'Inter

La punta italo-brasiliana è l'uomo scelto da Mancini per uscire dalla crisi. Ecco come è andata nelle ultime stagioni...

Soccer: Serie A; Genoa-Sampdoria

Giovanni Capuano

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Eder è l'uomo scelto da Mancini per provare a risollevare l'Inter risolvendo, prima di tutto, i problemi di finalizzazione e pericolosità offensiva. Trattativa che riannoda i fili con il finale della sessione estiva, quando l'italobrasiliano era stato a un passo dalla maglia nerazzurra salvo poi essere tolto dal mercato dal presidente Ferrero con successiva rabbia dei dirigenti interisti. L'addio di Guarin, volato in Cina con plusvalenza superiore agli 8 milioni di euro e incasso di 12 ha creato le condizioni economiche per sedersi al tavolo e mettersi in competizione con l'offerta arrivata dal Leicester capolista nella Premier League.

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L'andamento della prima metà della stagione ha convinto, però, l'Inter a tornare all'assalto del giocatore che con i suoi 12 gol realizzati fin qui è secondo (a distanze siderali) alle spalle di Higuain nella classifica marcatori. Del resto le parole di Mancini dopo il pareggio contro il Carpi sono state chiare nell'indicare la priorità di intervento sul mercato: serve qualcuno che la butti dentro e che consenta di avere più soluzioni tattiche per l'attacco.

Un identikit che risponde perfettamente alle caratteristiche tecniche di Eder, 29 anni, capace di occupare più ruoli nel settore offensivo e che sta vivendo la sua migliore annata della carriera dal punto di vista realizzativo. Non un bomber in senso classico, ma un uomo comunque capace di andare in doppia cifra con una certa costanza: lo ha fatto con le maglie di Frosinone ed Empoli in serie B da giovane e si è ripetuto alla Sampdoria.

E' uno dei nomi caldi per la nazionale di Conte in vista di Euro 2016: con il nuovo ct ha esordito in azzurro e poi si è guadagnato un'importante serie di convocazioni e presenze che lo mettono in pole position per una chiamata a giugno.

Da Batistuta a Shaqiri, non sempre è andata bene

Non è una novità che l'Inter tenti la carta del mercato di gennaio per cambiare il corso della stagione. Nell'ultimo decennio è capitato spesso, anche nei momenti in cui la squadra era la più forte del campionato e vinceva. Mourinho, ad esempio, ebbe Pandev nell'inverno del 2010 giusto in tempo per aggiungerlo alla rosa che da lì a qualche mese avrebbe conquistato il Triplete.

Non sempre, però, è stato un successo. Un anno fa gli inserimento di Shaqiri e Podolski si sono rivelati deludenti ed entrambi hanno lasciato l'Inter alla fine del campionato. Meglio Brozovic, acquistato sempre in quelle settimane, o Santon che a tratti si è ritagliato un ruolo. Hernanes, arrivato nel 2014, non ha sfondato in nerazzurro prima di andare alla Juventus e la stessa parabola l'ha fatta Kovacic (2013) che ha, però, garantito un'importante plusvalenza per le casse del club.

L'arrivo forse più importante nella storia recente è stato quello di Dejan Stankovic, strappato alla Juventus nell'inverno 2004 e protagonista della storia recente dell'Inter. Nel 2011, appena esonerato Benitez da campione del Mondo, Moratti regalò a Leonardo tra gli altri Pazzini e Nagatomo: l'Inter vinse la Coppa Italia ma non riuscì nella rimonta al Milan in campionato.

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