Calcio

Ecco perché Mou non torna all'Inter. Adesso

Stipendio, mercato e voglia di vincere: Moratti non può permetterselo. Ma nel 2017...

Mourinho e Moratti nella notte della conquista della Champions League: 22 maggio 2010 – Credits: Afp

Il richiamo del cuore è forte. Fortissimo. Così intenso da non poter escludere che Jose Mourinho abbia in testa anche un clamoroso ritorno all'Inter dove, e non perde occasione per ribadirlo, si è trovato bene come in nessun altro posto attraversato nella sua carriera. Lo Special One ama Milano, ma alla fine potrebbero avere ragione i bookmaker inglesi che quotano impossibile un suo approdo alla Pinetina quest'estate, mentre lo ritengono ragionevole un po' più avanti. Diciamo dal 2015 in poi.

Previsione che potrebbe rivelarsi azzeccata. In fondo ci sono alcune decine di milioni di motivi per cui il matrimonio oggi tra Moratti e Mourinho pare irrealistico. Condizioni economiche, obiettivi del club e personali del tecnico che, però, potrebbero cambiare nell'arco di un paio di stagioni e allora il presidente dell'Inter potrebbe scegliere proprio il portoghese per rilanciare a livello internazionale la società che nel 2010 è salita sul tetto d'Europa e del Mondo.

Può permettersi in questo momento l'Inter un tecnico che guadagna almeno dieci volte quanto Stramaccioni? No, non può. L'analisi sull'impossibilità di realizzare il sogno deve per forza partire da qui. Mourinho è l'allenatore più pagato del mondo e, anche se decidesse di fare un sacrificio, non potrebbe mai scendere alle cifre che oggi girano nel calcio italiano dove i più pagati della categoria (Mazzarri, Allegri e Conte) arrivano a malapena a 3 milioni di euro.

Poi c'è il capitolo investimenti. Ovunque è andato, Inter compresa, Mourinho è stato un allenatore che ha preteso molto dalle sue società. Accadrebbe lo stesso tornando a Milano dove in più erediterebbe una squadra da rifondare in almeno 7-8 elementi. Chi potrebbe essere considerato titolare? Handanovic, Ranocchia, Guarin, Kovacic e, forse, pochi altri. Diciamo che in un paio di estati Moratti dovrebbe ragionevolmente mettere sul piatto non meno di un centinaio di milioni di euro per il mercato. Impensabile per un club che farà fatica a rispettare i parametri del fair play finanziario e che chiuderà anche il prossimo bilancio con un profondo rosso (circa 70 milioni) malgrado tagli e sacrifici.

E qui si arriva agli obiettivi. Mou ha lasciato intendere nelle ultime settimane di essere meno ossessionato rispetto al passato dalla rincorsa a titoli e coppe. Quindi l'idea di un progetto da rifondare da zero in un luogo che lo adora come un dio potrebbe anche attirarlo. Però in questo momento l'Inter dista almeno un ciclo dal ritorno a essere una grande squadra: in Italia e in Europa.

Ecco allora che l'idea dei bookmaker guadagna credibilità. Stramaccioni o qualcun'altro (Mazzarri?) per proseguire l'opera di svecchiamento cercando di tenere l'Inter in Champions League togliendosi qualche soddisfazione, poi al momento giusto il rientro di Mourinho quando anche Moratti, rimessi i conti a posto, avrà maggiori libertà di spesa. Il progetto del numero uno della Saras è regalare all'Inter il suo stadio di proprietà nel 2017. Mou potrebbe rappresentare un perfetto trampolino di lancio per una nuova stagione da protagonisti. Allora, però. Adesso sembra solo un sogno.

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