E se Vucinic fosse come Muntari?

Ha sbagliato il match point scudetto e adesso il Napoli spera: calendario, Champions e Cavani i tre fattori della volata - LE IMMAGINI - LA MOVIOLA - AGNELLI CONTRO DELA - IL FAR WEST DI PECHINO

Mirko Vucinic si dispera dopo aver sbagliato la rete del raddoppio contro il Napoli – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Se Vucinic non si fosse fatto ipnotizzare da De Sanctis coronando con il raddoppio un inizio di partita di totale dominio bianconero, forse oggi staremmo parlando di volata scudetto finita. Come in 'Sliding doors', in quei passi del montenegrino verso la porta del Napoli si è racchiuso il campionato di Conte e Mazzarri. Vucinic ha sbagliato e la partita è cambiata fino al pareggio che lascia che cose inalterate in classifica (Juventus a +6) con in più il vantaggio nel doppio scontro diretto (2-0 a Torino 1-1 a Napoli) che consente ai bianconeri di vestirsi di tricolore anche arrivando a pari punti.

Fin qui la fredda matematica. Ma della sfida del San Paolo cosa resta cercando di proiettarla verso gli ultimi 90 giorni della stagione? Di sicuro la Juventus ha confermato di essere prima con merito e ha messo un altro mattone sul muro dello scudetto. Aveva due risultati su tre e ha colto quello minimo in un ambiente ostile e contro una squadra che si giocava tutto. Sorprende che i bianconeri, deficitari quest'anno negli scontri diretti con le grandi, abbiano fatto bene solo con il Napoli: 4 punti su 6.

Però guai a considerare chiuso il discorso scudetto. Intanto la squadra di Mazzarri è rimasta in scia seppure nel suo momento peggiore. Cavani continua a non segnare e sono 5 partite piene dopo la rete decisiva a Parma dello scorso 27 gennaio; non potrà continuare così. Il peso dell'uruguaiano è decisivo: con lui in gol il Napoli ha fatto 29 punti in 13 partite (media 2,23), con lui assente o a secco solo 18 nelle restanti 14 (media 1,71).

Poi c'è il fattore-C inteso come doppio impegno tra campionato e Champions League che metterà Conte davanti a paio di incroci da brivido. Il primo è certo e arriva subito dopo l'ultima sosta per le nazionali. In due settimane (30 marzo-14 aprile) la Juventus andrà a San Siro in casa dell'Inter, avrà l'andata dei quarti, ospiterà il Pescara, affronterà il ritorno in Europa e, infine, viaggerò all'Olimpico contro la Lazio. Nello steso arco di tempo il Napoli avrà Torino e Milan in trasferta e Genoa in casa.

Lo schema si ripeterà in caso di qualificazione alla semifinale con le due sfide che cadono tra Milan (in casa), derby e Palermo (sempre allo Juventus Stadium). E' bene ricordare che un anno fa la Juventus mise la freccia proprio approfittando della spossatezza del Milan ad inizio aprile quando in una settimana a cavallo del ritorno col Barcellona arrivarono il pareggio a Catania e la sconfitta con la Fiorentina così che i bianconeri passarono da -4 a +1.

Il campanello d'allarme deve suonare considerato che 3 delle 4 sconfitte (Inter, Milan e Roma) e 2 dei 3 pareggi (Lazio e Napoli) sono arrivati in concomitanza con gli impegni europei. La Juventus ci è passata indenne solo nel girone d'andata del gruppo quando, però, ha quasi compromesso l'avventura in Champions. La sequenza più simile a quella che arriverà ad inizio aprile è stata la settimana a cavallo della sfida decisiva con il Chelsea del 20 novembre: pareggio interno con la Lazio e sconfitta a San Siro con il Milan.

E' fisiologico che qualche punto sarà lasciato per strada, insomma. Se il Napoli dimostrerà di crederci senza buttare via occasioni d'oro come già capitato nei tre pareggi interni con Torino, Milan e Sampdoria arrivati dopo passio falsi della  , la volata può rimanere aperta. Capitasse, quello di Vucinic resterebbe agli annali quasi come il gol fantasma di Muntari un anno fa. Era il treno giusto. Chissà se ripasserà.

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