Disastro Napoli in Europa League

La squadra di Mazzarri dominata dai cechi del Viktoria Plzen. Con buona pace del quoziente Uefa

La delusione di Cavani a fine partita. Sullo sfondo, la gioia degli avversari (Credits: ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Hai voglia a parlare di coefficente Uefa e di una quarta squadra italiana in Champions League. Nella prima gara da dentro o fuori dell'Europa League, il Napoli crolla sotto i colpi del Viktoria Plzen, club ceco che al cospetto degli uomini di Mazzarri sembrava il Barcellona di Messi e Xavi. 0 a 3 e tutti sotto la doccia a riflettere sui guai di una ensemble che pare sempre sul punto di prendere il volo e poi cade e si fa male nelle partite che contano davvero. A meno che...

Qualcuno dice già che dietro la sconfitta di ieri sera ci sia una scelta precisa, dettata dalla società e avallata dal tecnico Mazzarri. Della serie, l'Europa League non vale quanto lo scudetto, che oggi è a portata di mano e domani chissà.Quindi, addio Europa (League).

Una scelta libera, legale, ma suicida, se mai c'è stata, che potrebbe avere ripercussioni pesanti, per il campionato e tutto il calcio italiano.

Perché detto che prendere tre ceffoni tre in casa non fa mai piacere - soprattutto quando di fronte non c'è il Real Madrid ma una formazione che pur se bene organizzata non sarebbe tra le prime 8 della Serie A - quando si formano le prime crepe nel vaso il rischio di raccoglierne i cocci a stretto giro di posta è altissimo. Napoli, un'altra volta no.

"Sarà stato l'ambiente, il clima soporifero, magari il compleanno di Cavani. Ma non si può scendere in campo come siamo entrati noi stasera. E' un fatto mentale, di approccio". A fine partita, Walter Mazzarri spiega le logiche di una disfatta difficile da comprendere e soprattutto difficile da giustificare. Nel primo tempo, gli spettatori del San Paolo hanno assistito a un monologo del Viktoria. Napoli assente e a tratti davvero imbarazzante. Roba da nascondere le immagini ai ragazzini che si avvicinano al calcio. E dietro la lavagna per una prestazione ben al di sotto della sufficienza ci finiscono un po' tutti, stelle comprese. Cavani? Serataccia da dimenticare il prima possibile.

Si dirà, una partita storta può capitare anche alle grandi. Vero, ma non spesso e volentieri come è accaduto in questa stagione alla banda Mazzarri alle prese con l'Europa League. Il tecnico toscano ha ribadito a più riprese la necessità di alternare i giocatori in campo, perché non possono giocare sempre i titolarissimi, questione di fiato e di motivazioni. Bene, ieri sono partiti in panca Hamsik, Cannavaro, Campagnaro e Inler, vale a dire i riferimenti numero uno in difesa e a centrocampo del Napoli 2012/13. Peccato che i sostituti che hanno preso il loro posto abbiano dimostrato di non essere all'altezza del compito che era stato loro assegnato.

Rolando non giocava da mesi e si è visto. Da qui il dubbio che nasce fiacco a cose fatte: era proprio il caso di schierarlo dal primo minuto in una partita così importante? Lui in campo, mentre il baby talento Radosevic, l'altro arrivo con Calaiò del calciomercato di gennaio, segnava una doppietta al Torneo di Viareggio.

Il vero problema però è un altro. Che il disastro del Napoli è un pugno nello stomaco per tutto il calcio italiano. I tre punti in più, in caso di successo, avrebbero portato a "trionfale" la due giorni europea che poteva già contare sui successi di Inter, Juventus e sul pareggio esterno della Lazio. Insomma, 10 punti su 12. Numeri che ci avrebbero portato più vicini alla riconquista di una quarta squadra del belpaese iscritta alla Champions League (con tutti i vantaggi economici che ne conseguono).

Invece no. Come lo scorso anno il Napoli fa una scelta precisa: addio coppa, addio Europa. E facciamo all In sul campionato. Auguri.

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