Calcio

Diritti tv Serie A, guerra tra Sky e Mediapro: cosa sappiamo finora

In gioco oltre un miliardo di euro, soldi vitali per i club italiani. Bando sospeso dal Tribunale di Milano e sullo sfondo la battaglia legale

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Giovanni Capuano

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Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Sky e bloccato il bando di Mediapro per l'assegnazione dei diritti tv della Serie A nel triennio 2018-2021 fino al prossimo 4 maggio. Un colpo inatteso che congela le manovre dei club, dell'intermediario spagnolo e dei broadcaster televisivi interessati al prodotto calcio proprio nel momento in cui le trattative stavano entrando nella fase decisiva.

Sky si era rivolta al Tribunale per verificare se i pacchetti messi sul mercato da Mediapro, operatore che si è aggiudicato il bando della Lega di Serie A, fossero aderenti alle norme italiane, a quanto prescritto dalla legge Melandri e alle disposizione dell'Antitrust che sulla vicenda si è espressa nelle settimane precedenti, dando un via libera condizionato al rispetto di alcuni paletti.

Perché Sky ha fatto ricorso e il Tribunale ha fermato tutto

In particolare Sky, che aveva offerto complessivamente 630 milioni di euro nell'asta dedicata agli operatori televisivi e poi mandata non aggiudicata dai club, ha sempre contestato la presenza di Mediapro come broadcaster mascherato e non solo intermediario indipendente con la mission (e l'obbligo) di rivendere i pacchetti a sua volta rilevato dalla Lega di Serie per 1,05 miliardi di euro.

Sul tavolo l'ipotesi del canale della Lega, che gli spagnoli vorrebbero fare ma che al momento è escluso dall'attuale bando e dal parere espresso dall'Antitrust, ma a essere finito nel mirino dell'emittente di Murdoch e del Tribunale, che ha deciso di approfondire la questione, sono state anche altre due scelte di Mediapro considerate penalizzanti da Sky.

La prima è l'opzione di fornire il pacchetto calcio confezionato come "prodotto editoriale" compreso della vendita della pubblicità - opzione che non può piacere a Sky che è editore puro -, la seconda è la mancata indicazione dei minimi d'asta, strada percorsa da Mediapro per rendere meno chiaro il quadro a fronte del rischio di un cartello tra Sky e Mediaset dopo l'accordo di partership sullo scambio di canali tra le due piattaforme.

 

Quanto valgono i diritti tv della Serie A

La battaglia vale oltre un miliardo di euro. Soldi che Mediapro si è impegnata a garantire ai club (1,05 miliardi) con anticipo versato e fideiussione da 1,3 miliardi di presentare entro il 26 aprile. E' denaro vitale per le società che hanno bisogno di poter scontare gli incassi per finanziare il finale di questa stagione e il prossimo calciomercato.

La sola ipotesi di cominciare il prossimo torneo senza copertura televisiva o di ritardare l'accordo è vista come un vero e proprio incubo dalla maggior parte dei club italiani che stanno facendo pressioni perché si arrivi a una soluzione in tempi brevi, scenario difficile da immaginare vista la durezza del confronto legale tra i protagonisti di questa vicenda.

Sky vuole mantenere un ruolo centrale e tenersi l'intera offerta del calcio italiano da unire a quella di Champions ed Europa League che dal 2018 tornano sui suoi canali. Mediapro vuole aprire a più operatori anche su diverse piattaforme tecnologiche rompendo il monopolio di Sky così da ottimizzare il suoi investimento.

Il tutto nel momento in cui la Serie A è riuscita a vendere al rialzo i propri diritti all'estero strappando un accordo da 371 milioni di euro a stagione nettamente migliorativo rispetto al passato. Lo stop del Tribunale riporta la lancetta indietro nel tempo e allarma tutto il sistema, impegnato nella difficile battaglia della competitività con le leghe top del resto d'Europa.

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