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Calcio

Juve, poker Champions a Zagabria e Allegri ritrova le certezze

Vittoria larga dei bianconeri contro la Dinamo (0-4). Nuovo modulo nel finale e il ritorno al gol di Dybala e Higuain

La notte perfetta di Allegri e della Juventus. Dovevano mettersi alle spalle qualche dubbio e critica di troppo e l'obiettivo è stato raggiunto in scioltezza, così come quel successo che serve a rimettere in discesa il girone Champions dopo il pareggio con il Siviglia al debutto. La strada è ancora lunga, ma i segnali si vedono e la nuova Juventus dimostra di essere una squadra più europea di quella dell'anno scorso.

A Zagabria la vittoria è stata netta al di là del 4-0 finale, maturato grazie alle reti di Pjanic, Higuain e Dybala cui si è aggiunto un gentile omaggio del portiere di casa. Partita domincata dall'inizio alla fine, possesso palla del 72% (non si vedeva dal 2004) e il ritorno da protagonisti di alcuni dei giocatori più discussi dell'ultimo periodo a partire da Pjanic e per finire con Dybala che ha rotto il digiuno da rete.

Tutte le buone notizie per Allegri

Allegri torna a casa con qualche certezza in più di quelle che aveva imbarcandosi per la Croazia. Intanto il gol di Dybala gli restituisce un attaccante più sereno, perché l'assenza dal tabellino marcatori cominciava a farsi sentire per l'argentino che rischiava di snaturarsi nella nuova partnership con Higuain. Lo stesso Pipita ha ritrovato la via della rete esterna in Champions League dopo 5 anni: non gli era mai riuscito nemmeno con in Napoli e non marcava dai tempi del Real Madrid.

La facilità con cui è stata travolta la Dinamo ha consentito anche qualche esperimento tattico. Nel finale si è visto il 4-2-3-1 che potrebbe essere l'approdo di Allegri soprattutto per la Champions, il giorno in cui la squadra sarà in grado di abbandonare la coperta di Linus del 3-5-2. Movimenti da sistemare, ma il lavoro è già a buon punto e potrerà i suoi frutti.

Umiltà, sacrificio e... tensione sempre alta

L'altra buona notizia è arrivata dall'approccio feroce con cui la Juventus ha preso l'impegno di Zagabria. Segno che la lezione per la brutta partita di Palermo è stata mandata a memoria da un gruppo che sta crescendo e che ha, forse, solo bisogno di tempo per entrare in condizione. Marotta dice che serve un mese e non è detto che abbia torto. 

In ogni caso si è vista la determinazione e l'umiltà di chi è consaspevole di non aver vinto in partenza. Allegri è consapevole di dover tenere alta la tensione e lo ha fatto anche nel dopo partita, radunando i suoi nello spogliatoio per cercare di non far abbassare la guardia. Domenica c'è la trasferta ad Empoli che è insidiosa malgrado la netta differenza di valori in campo.

Il muso lungo di Higuain

Tra le note meno liete bisogna mettere il muso di Higuain per la sostituzione nella seconda parte della ripresa. A risultato acquisito Allegri ha tolto l'argentino per inserire Mandzukic, come logica e gestione della rosa abbondante impongono. L'attaccante non l'ha presa benissimo, ma deve capire che è alla Juventus e non può pensare di monopolizzare la maglia numero '9'. Un passaggio di crescita necessario per non mettere in difficoltà il tecnico che deve far convivere le esigenze di una formazione pensata per vincere in Europa, ma che ha bisogno di tutti, riserve comprese.

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