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Napoli, esordio con vittoria a Kiev. E Milik fa come Higuain...

I partenopei passano contro la Dinamo (1-2) con doppietta del polacco che ha preso il posto del Pipita. E che segna quanto lui

Grande Napoli, buona la prima. Vittoria pesantissima a Kiev in un girone che promette di essere all'insegna dell'equilibrio e nel quale il break esterno sul campo della Dinamo (1-2 con reti di Garmash e doppietta di Milik) vale oro nella corsa alla qualificazione e - perché no - anche al primo posto che conta parecchio nell'urna degli ottavi di finale. Anche perché il pareggio del Benfica col Besiktas regala linfa vitale si sogni azzurri. I partenopei sono passati col piglio della grande squadra, soffrendo solo per una mezz'ora gli ucraini e godendo di un Milik in serata di grazia. Comincia a non essere una novità né una sorpresa.

Può sembrare un paradosso per un club lontano dalla nobiltà del calcio europeo, ma la Champions League è un palcoscenico che pare attagliarsi alla perfezione alla squadra di Sarri. Terza partecipazione nella coppa dei grandi (con la formula della Champions) e successo numero 9 su 15 partite giocate, spesso contro avversari di spessore. Il viatico migliore per chi temeva l'effetto esordio per Sarri, che si è presentato con la tuta scura delle grandi occasioni, e per altri azzurri.

E Milik si diverte a fare... Higuain

E poi l'effetto Milik, che sta cambiando le gerarchie del Napoli in un battibaleno. Prestazione maiuscola del polacco, doppietta spacca-Dinamo Kiev nel primo tempo, quando i partenopei erano andati sotto e stavano ballando un po' troppo. Due colpi di testa da centravanti vero di un attaccante che, forse, non sarà bellissimo da vedere ma che sta facendo dimenticare Higuain in molto meno tempo di quanto sperasse lo stesso De Laurentiis.

Gioca diversamente, non ha la stessa classe ed esperienza, però il suo impatto è devastante: 4 reti con i primi 7 tiri in porta della sua carriera napoletana, un centro ogni 72 minuti in campo (doppietta al Milan e poi quella a Kiev), zero paura di prendersi la responsabilità e pieno adattamento in un gioco che esalta chi ha il fiuto del gol, ma chiede anche sacrificio ed applicazione massima. Che il palcoscenico europeo non intimorisse il giovane Arkadiusz (classe 1994) era noto dai tempi dell'Ajax - 7 gol in 20 presenze in tornei Uefa -, però nessuno si aspettava un'esplosione così immediata.

Dire che Milik è meglio di Higuain sarebbe una bestemmia di quelle che fanno arrabbiare Sarri. Pensare che aver salutato il Pipita all'apice della sua carriera monetizzandolo al massimo e reinvestendo un bel tesoretto nel polacco possa rivelarsi un grande affare per De Laurentiis, invece, non è azzardato. Lo volevano in tanti e i 32 milioni necessari per convincere l'Ajax ad anticipare l'addio li ha messi solo lui; siamo solo al capitolo iniziale di una grande storia.

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