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Calcio

L'esempio del derby di Manchester

Partita dura tra City e United, ma in un contesto di un altro pianeta rispetto a Napoli-Roma. Perché in Inghilterra hanno davvero voluto cambiare

La Premier League sta ormai a tutti gli altri campionati di calcio come l'Nba sta a quelli di basket: un altro pianeta. Ma attenzione: non è solo una questione di blasone delle squadre e forza dei giocatori, è anche e soprattutto una questione di contesto dentro e fuori il campo. Quello in cui si è ad esempio giocato il sentitissimo derby di Manchester tra City e United.

Partiamo dagli spalti: gremiti come da copione, ma con grandi e bambini sparpagliati in qualsiasi settore dello stadio, liberi non di fare il tifo ma di sostenere la loro squadra, che è tutta un'altra cosa. E poi sir Alex Ferguson, che in passato aveva definito quelli del City "i rumorosi vicini di pianerottolo" del suo United, comodamente seduto in tribuna centrale senza che a nessuno venisse in mente di insultarlo in alcun modo. E ancora l'atteggiamento dei supporter dei "citizens" nei confronti di Rojo, costretto a lasciare il campo in barella con tanto di mascherina dell'ossigeno per una spalla lussata: nessun coro inneggiante al suo funerale, al massimo qualche fischio, sommerso però da una marea di applausi.

Napoli-Roma, "bel pomeriggio di sport"?


Idem in campo: Smalling che commette due enormi cavolate e si fa buttare fuori al 39° senza però accennare alla minima protesta e, dall'altra parte, quelli del City che spalancano le braccia davanti ad alcune (discutibili) decisioni dell'arbitro Oliver per falli subiti in area, ma senza minimamente sognarsi di andare a circondarlo per cercare di estorcergli un rigore a muso duro. Per finire con il portiere dei "blues" Hart che inizia a urlare ai suoi di gettare fuori la palla quando vede a terra nella sua area il capitano avversario Rooney. Che è pure un suo amico e al quale avrà probabilmente offerto una pinta di birra per consolarlo dell'1-0 al termine di un match tanto duro quanto leale: davvero cose di un altro pianeta.

Ma nel guardarle in Tv, ricordiamoci sempre di una cosa: quella era la terra degli hooligans, quello è il campionato i cui club rimasero esclusi dalla stagione 1985-1986 a quella 1990-1991 per la violenza dei loro tifosi culminata con i 39 morti dell'Heysel. Poi oltremanica hanno voluto cambiare, tutti insieme. E ora si sono goduti ancora una volta il meglio che il calcio può offrire giusto nel weekend della nostra surreale Napoli-Roma.

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