Derby alle 12,30, i tifosi di Genoa e Samp disertano per protesta

Presa di posizione contro l'orario della stracittadina prevista il prossimo 2 febbraio. I comunicati dei gruppi organizzati: "Stanchi di essere ostaggio delle pay tv"

Matteo Politanò

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Una protesta senza precedenti. Un segnale di dissenso e contestazione forte al calcio moderno, al circuito delle pay tv e a tutto il giornalismo italiano. La scelta di far giocare il derby di Genova del prossimo 2 febbraio alle ore 12,30 ha scatenato l'ira dei tifosi di Genoa e Sampdoria. I supporter rossoblù, che giocheranno in casa e avranno quindi a disposizione 3/4 dello stadio, hanno diffuso nella serata di giovedì un comunicato che fa schizzare la tensione in vista della stracittadina. Stadio vuoto e la volontá di inscenare fuori dallo stadio una protesta che, come recita il comunicato, "non piacerà". Dopo pochi minuti arriva anche la replica della controparte blucerchiata, a firma Ultras Tito Cucchiaroni, nucleo più caldo del tifo doriano stipato nella gradinata sud. Comunione di intenti e di obiettivi per attirare l'attenzione su un derby che storicamente "è una partita povera di contenuti tecnici dove i protagonisti veri sono i trentamila genovesi sugli spalti". Il rischio è però ora quello di una giornata da incubo per Genova con i tifosi che resteranno in zona stadio in una giornata che vedrà come ogni 2 febbraio anche la fiera di Sant'Agata con un afflusso che si preannuncia da bollino rosso per viabilità e sicurezza. 

IL COMUNICATO DEI GRUPPI DELLA GRADINATA NORD

"Giocare il derby alle 12.30 è una scelta scellerata che merita una risposta decisa e determinata. Il calcio è sempre più lo zerbino delle televisioni, lo sport passa in secondo piano rispetto a conduttori leccapiedi e opinionisti dementi, i tifosi sono solo portafogli da scippare e da prendere per il culo e tutto con il benestare della LEGA CALCIO. Invitiamo i tifosi del Genoa a lasciare il Ferraris vuoto e concentrarsi sotto la Gradinata Nord seguendo le iniziative che saranno indicate. Non tralasceremo nessuna forma di protesta, tutti voi che avete deciso l'orario del derby meritate una risposta......LA RISPOSTA CI SARA' E NON VI PIACERA'!!!! Prenderemo di mira chi è responsabile di questo schifo: le televisioni a pagamento, i giornalisti che sul calcio mangiano e sui tifosi sputano e la lega calcio. Chiunque volesse entrare al Ferraris troverà uno stadio spoglio: niente tifo, nessuna sciarpa, nessuna bandiera, nessuna coreografia....la nostra coreografia la vedrete in mezzo alla strada!!!! Noi siamo pronti a vendere cara la nostra pelle, voi preparatevi a difendere la vostra!!! NO AL CALCIO MODERNO!!! TUTTI FUORI DALLO STADIO.....FINO ALL'ULTIMO UOMO!!!! I gruppi ultrà della Gradinata Nord".

IL COMUNICATO DEGLI ULTRAS TITO CUCCHIARONI

"UNA GOCCIA. NON L’UNICA GOCCIA, MA QUELLA DETERMINANTE. LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO. IL DERBY ALLE 12,30 E’ UN'OFFESA. UN’OFFESA, PRIMA DI TUTTO, AI TIFOSI GENOVESI, CHE GUARDANO A QUESTA PARTITA CON L’ATTESA E LA TREPIDAZIONE DI UNA FINALE. RELEGARLA ALL’ORARIO NORMALMENTE DESTINATO ALL’INCONTRO PIU' SCALCINATO E’ UNO SCHIAFFO CHE NON SI PUO’ ACCETTARE. E’ UN’OFFESA ALLE DUE SOCIETA’, LEGATE MANI E PIEDI AI DENARI DELLE TELEVISIONI CHE LE TENGONO IN VITA; TALMENTE SOTTOMESSE DA NON PROFERIRE PAROLA DI FRONTE A QUESTA DECISIONE SCONCERTANTE. IL DERBY DI GENOVA E’ UNA PARTITA STORICAMENTE POVERA DI CONTENUTI TECNICI. I VALORI VERI DEL DERBY SONO ALTRI: UN’ATMOSFERA CHE HA POCHI EGUALI AL MONDO. UNA RIVALITA’ ACERRIMA, INSUPERABILE, DURISSIMA. UNO SCENARIO BOLLENTE SUGLI SPALTI CHE SUPERA I 90 CANONICI MINUTI DI GIOCO. E’ QUESTO CHE LE TELEVISIONI SI VENDONO. ALTRO CHE LA PARTITA, SI VENDONO NOI! QUI NON SIAMO A MILANO, CHE I CAMPIONI SONO IN CASACCA E BRAGHETTE. QUI I CAMPIONI SONO TRENTAMILA PERSONE, GENOVESI, CHE ESCONO DI CASA E VANNO AD ASSIEPARE LE GRADINATE DI MARASSI. PERCIO' QUESTO OLTRAGGIO NON LO ACCETTIAMO. RIVENDICHIAMO IL RUOLO DI PRINCIPALI PROTAGONISTI DELLO SHOW. QUANTO VALE ANCORA LO SHOW SENZA NOI TIFOSI? CE LO DIRANNO ALLE 14.15 DI DOMENICA 2 FEBBRAIO. PERCHE' NOI NON ENTREREMO! LASCIAMOGLI TRASMETTERE IL “LORO” DERBY. CHE LA NOSTRA ASSENZA LI COSTRINGA A RIFLETTERE SUL VALORE DEI TIFOSI, UNA VOLTA DI PIU'. NOI RESTEREMO A PRESIDIO DELLA NOSTRA GRADINATA. PRIMA, DURANTE E DOPO."

IL PREFETTO: "L'ORARIO DECISO DALLA LEGA CALCIO"

La polemica per il derby alle 12,30 tiene banco a Genova da diversi giorni e mercoledì il prefetto del capoluogo ligure Giovanni Balsamo aveva replicato alle richieste di spostamento della gara: "Un simile intervento può avvenire eccezionalmente per motivi di sicurezza pubblica, che in questo caso non sussistono. Il calendario delle partite lo decide la Lega calcio". Vano l'intervento dell'assessore allo sport di palazzo Tursi Pino Boero che aveva anche chiesto l'intervento del sindaco Marco Doria: "Ho parlato con l'assessore allo sviluppo economico Oddone, insieme abbiamo chiesto al sindaco di intervenire presso la Prefettura per chiedere che il derby non si giochi alle 12.30, un orario che mette in difficoltà tutta la città". Niente da fare, la Lega calcio non ha mai preso in considerazione lo spostamento della partita e ora dopo ora i malumori sul web si sono trasformati e organizzati fino a sfociare in una protesta che non ha precedenti nel calcio italiano. 

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