Derby di Genova spostato, tutti scontenti

Alcuni tifosi avevano minacciato di disertare lo stadio contro l'orario alle 12,30. La prefettura cambia per ordine pubblico: "C'è anche la fiera di Sant'Agata" - Lo sciopero del tifo - La notizia fa il giro del mondo 

La gradinata sud della Sampdoria – Credits: ANSA

Matteo Politanò

-

Il Comitato per l’Ordine pubblico, riunito dalle 10 alle 10.25 nella Prefettura di Genova, ha deciso lo spostamento di Genoa-Sampdoria, inizialmente in programma per le 12,30 di domenica 2 febbraio, alle 20.45 di lunedì 3. "Ha vinto il buonsenso? Ha vinto una riflessione sulla città, per godere della festa di Sant'Agata in tutta libertà e un derby che avrà la visibilità che ha sempre avuto" così spiega Elena Fiorini, assessore alla sicurezza del comune di Genova. Sul derby all'orario di pranzo si era scatenata una vera e propria protesta con diversi gruppi organizzati, da una parte e dall'altra, a promettere di disertare le gradinate. Adesioni e astensioni che sono coincise con il problema di ordine pubblico per la fiera che con le sue bancarelle il 2 febbraio porta ulteriore carico di traffico nella zona di Marassi.

Detto, fatto. Il derby alla fine cambia data e mentre si attendono le reazioni dei tifosi la discussione si accende: "Invece il lunedì alle 20,45 è un orario classico?", "Non ci hanno messo domenica sera perché c'è già l'Inter, così hanno una diretta in più al lunedì, giorno che era scoperto", "Abbiamo dato un grosso segnale a tutto il tifo italiano". Ipotesi e schieramenti per un derby che nel suo pasticcio ha penalizzato soprattutto i tanti tifosi provenienti da tutta italia (e dall'estero) che avevano già prenotato voli e impegno per assistere alla prima stracittadina di pranzo nella storia. La notizia dello sciopero del tifo genovese aveva interessato anche la BBC nei giorni scorsi, una discussione che in Italia non ha ricevuto lo spazio meritato ma che non cancella il tema scatenante: pay tv e calcio.

"Un derby ricco di storia e tradizione non può essere giocato in un orario dove di solito si relegano le partite senza interesse". Un monito alle due sfide dell'anno per Genova, una discussione che ha coinvolto non solo il movimento ultras ma anche tanti club organizzati e federclubs di entrambe le fazioni. La soluzione del lunedì viene presentata da tanti come una vittoria, sia per i tifosi che per il comune di Genova e la Regione Liguria. Altri avrebbero evitato a prescindere la polemica. Fatto sta che non ci sarà il derby all'ora di pranzo, si giocherà di sera in un orario che per tante persone è ancora più scomodo. In città ci si lamenterà a prescindere, come spesso accade. Ma appena le luci del Ferraris si accenderanno saranno tutti lì, con il fiato sospeso per i novanta minuti più lunghi. 

Ore 15.00 - Il comunicato degli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria: 

SGOMBRIAMO SUBITO IL CAMPO
Noi rivendichiamo una vittoria. Quella della presa di posizione, nostra e di tanti Sampdoriani.
L'obiettivo era ben più alto di dettare un orario che mettesse tutti d'accordo.
Era quello di mettere davanti a chi ha in mano le leve decisionali sul mondo del calcio (lega calcio e tv sopra a tutto) non una moltitudine di singoli, che loro considerano clienti, ma una forza collettiva.
Parliamo dei tifosi, quelli legati a tradizioni e ritualità che reputano importanti quanto e forse più dell'oggetto stesso del calcio, cioè la partita. Guarda caso tanti di questi tifosi sono anche quelli che contribuiscono in vari modi a dare alla partita quel sale che non avrebbe come semplice incontro di calcio. Questa collettività si é mostrata pronta a compiere un sacrificio simbolicamente estremo come quello di disertare gli spalti di un derby. Perché, ve lo siete domandati? Perché questa protesta ha accomunato tifoserie organizzate e semplici tifosi? Perché era ora di dire basta a quelli che erano convinti di potercele fare ingoiare tutte, senza che avessimo abbastanza voce per gridargli in faccia che non ci volevamo stare.
Ecco la vittoria. Avergli dimostrato che non é così. Avergli fatto tenere in considerazione, per la prima volta, la voce dei tifosi che vanno allo stadio.
Il punto non é l'orario, vogliamo chiarirlo. Disprezziamo l'orario scelto oggi quanto quello di prima. Ma aggiungiamo che se ci fermassimo a questo, quella che oggi chiamiamo vittoria si tramuterebbe rapidamente nella più amara delle sconfitte. Vogliamo andare avanti sulla strada tracciata. I tifosi tutti, anche noi, quelli dei gruppi ultras devono avere voce in capitolo quando si prendono decisioni che interessano la loro libertà di movimento, espressione, i loro quattrini. Pronti a dire no forte come stavolta ma anche a fornire un contributo attivo. Perché pensiamo, davvero, sia grottesco che si debba arrivare a spostare una partita a 48 ore dall'inizio per evitare problemi di ordine pubblico.
In conclusione:
- al derby noi entreremo. Entreremo e tiferemo da ultras ma attueremo forme di protesta contro quello che consideriamo giorno e orario indegno del rispetto dei tifosi che vanno allo stadio. Se pensano ad uno spettacolo con cui riempire le loro telecamere si sbagliano di grosso.
- da martedì lavoreremo ad una proposta, da allargare su base nazionale ad altre tifoserie interessate, ultras e non, per dare una rappresentanza vera ai tifosi nelle sedi decisionali e riguardo ai temi che giacciono da troppo tempo sul tavolo (prezzi dei biglietti, orari delle partite, trasferte). 
Da oggi, con tutti noi stessi, ci concentreremo sulla partita di lunedì. Domenica saliremo a bogliasco per l'ultimo allenamento della squadra. I signori giocatori hanno una vergogna da lavare, e noi non asepettiamo altro che lo facciano.
Ultras Tito Cucchiaroni

© Riproduzione Riservata

Commenti