Italian forward Alessandro Del Piero kne
Calcio

Del Piero, idea da ct. Tutti gli altri campioni 'deb' in panchina

Da Beckenbauer a Platini, ecco chi ha fatto il percorso che potrebbe attendere Pinturicchio: "Mai dire mai"

All'inizio è stata una provocazione giornalistica, lanciata nei giorni caldi del dissidio tra Conte e la Figc. Adesso, invece, è una vera e propria candidatura quella di Alessandro Del Piero a ct della nazionale italiana, qualora dopo l'Europeo Conte (come sembra) decida di tornare alla guida di un club. L'ex juventino, che ancora ufficialmente non si è ritirato ma che al momento lavora solo come commentatore televisivo, potrebbe rappresentare la scelta di rottura e sparigliare le carte.

Nessuno lo conferma e Tavecchio è ancora impegnato a strappare a Conte la promessa di un rinnovo fino al 2018, anche perchè la strada verso il Mondiale di Russia è in salita e il girone con la Spagna e una sola qualificata non permetterà passi falsi. Però la corsa alla successione si è aperta e insieme ai nomi soliti (Ancelotti, Zaccheroni, Guidolin e altri guru al momento senza panchina) si è inserito anche quello di Del Piero.

"Ipotesi interessante, mai dire mai"

Del Piero è uscito allo scoperto all'improvviso, lasciando intendere di essere interessato alla carica: "Non l'ho mai pensato fino a qualche anno fa, ma oggi ho capito che è una cosa molto interessante, affascinante e difficile" ha spiegato. Non un'autocandidatura ("Non ho ancora intrapreso nessun passo per poterlo fare"), ma nemmeno il solito silenzio dietro cui Alex si è sempre trincerato: "Rimane un'idea. Mai dire mai".

I rischi di una simile scelta sono evidenti, dovendo il prossimo ct proseguire la rifondazione impostata da Conte, fare a meno di alcuni senatori importantissimi come Pirlo, De Rossi, Barzagli e qualche altro anziano dello spogliatoio e, allo stesso tempo, garantire immediatamente risultati e rendimento. La caduta nel ranking Fifa ci ha costretto a un girone di ferro per andare a Russia 2018 e anche solo pensare di non essere al Mondiale va venire il mal di testa.

 

Da Platini a Beckenbuaer: tutti i deb diventati selezionatori

Il tema, ovviamente, è quello della mancanza d'esperienza anche se a Del Piero potrebbe essere affiancata una figura forte di aiuto e raccordo con Figc e squadra. L'ex juventino, però, non sarebbe il primo a finire sulla panchina della propria nazionale saltando l'apprendistato da allenatore. Ci sono precedenti illustri che hanno portato anche buoni risultati oltre a qualche fallimento.

Il nome più celebre è quello di Franz Beckenbauer, mito del calcio tedesco. Il Kaiser smise nel 1983 e fu nominato ct della Germania nel settembre 1984 chiudendo la sua esperienza con la finale del Mondiale vinta a Roma nel luglio 1990. E' l'unico con il brasiliano Mario Zagallo a potersi fregiare del titolo di campione del mondo nella doppia veste: giocatore e ct. Lo stesso Zagallo, monumento della Selecao, aveva allenato solo il Botafogo per un paio di stagioni prima di diventare il candidato naturale al ruolo di ct del Brasile: non un deb, ma comunque poca esperienza.

Michel Platini passò quasi direttamente dal ritiro dal calcio giocato (alla fine della stagione 1986-1987) alla panchina della Francia nel novembre 1988. Nessuna vittoria in quattro anni con in mezzo la delusione cocente per la mancata qualificazione a Italia '90 e l'addio precoce all'Europeo del 1992 con un girone senza alcun successo. Bilancio finale: 5 sconfitte con i Blues in 29 panchine.

Diego Armando Maradona arrivò al ruolo di selezionatore dell'Argentina nel 2008 quando aveva smesso di giocare già da parecchio tempo e aveva combattuto e vinto la sua battaglia con la droga e vissuto due brevi esperienze di livello non eccelso. Sulla panchina argentina ci rimase per due anni, chiudendo con la delusione dell'eliminazione per mano della Germania nei quarti di finale del Mondiale in Sudafrica.

L'ultimo esempio è quello di Marco Van Basten, centravanti che ha fatto la storia del calcio negli anni Ottanta. Gli infortuni alla caviglia lo costrinsero all'addio nell'estate del 1995 e nel luglio 2004 fu nominato alla guida della nazionale: in mezzo aveva fatto tanto golf, la sua passione, e una breve esperienza come tecnico dello Jong Ajax. Per lui un Mondiale nel 2006, chiuso agli ottavi di finale contro il Portogallo e un Europeo nel 2008 con eliminazione nei quarti per mano della Russia. Poi l'addio.

Prima di lui era toccato a Frank Rijkaard: ritiro dal calcio giocato nel 1995, vice di Hiddinh nel gennaio del '98 e poi selezionatore capo dal luglio dello stesso anno fino alla semifinale maledetta di Euro 2000 ad Amsterdam contro l'Italia. Quella dei rigori in serie parati da Toldo. Dall'altra parte, in maglia azzurra, c'era proprio Alex Del Piero...

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