Calcio

L'insulto di De Rossi: altre polemiche, ma niente squalifica

In meno di una settimana la serie A ha dato il peggio di sé con tanti cattivi maestri (incluso Spalletti). Ma la giustizia sportiva continua a glissare...

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Giovanni Capuano

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In meno di una settimana il calcio italiano ha offerto il peggio di sé. E non i tanto critiati ultras, o nemmeno per le solite questioni di arretratezza strutturale. No. Il calcio italiano ha mostrato la faccia brutta e a finire dietro la lavagna sono stati quelli che dovrebbero avere maggior autocontrollo e senso del limite. Brutti, maleducati, razzisti (almeno un po') e, in larga parte, impuniti: quello siamo oggi ed è difficile sostenere il contrario.

Anche se la frase non porterà ad alcuna squalifica perché la procura federale della Figc non ha inviato al giudice sportivo la segnalazione delle immagini perché trattasi di insulto (come tale di competenza dell'arbitro) e non di condotta violenta, il labiale di De Rossi impegnato a dare dello "zingaro di merda" a Mandzukic non è nemmeno commentabile. Ma lo è invece il fatto che in meno di una settimana la Giustizia sportiva si è inventata un cavillo per salvare il tecnico del Napoli e il capitano della Roma (e fino a prova contraria giocatore della nazionale di Conte): una resa totale che impone la preghiera di non riproporre mai più ai media i buoni propositi sull'opera di ripulitura del calcio dai razzisti.

Ancora peggio, però, nella scala dei cattivi maestri ha fatto Luciano Spalletti e con lui tutti quelli che per giorni hanno ribadito la necessità di lasciare in campo le schifezze che accadono in campo. Anche l'incredibile giustificazione data dal tecnico davanti alle immagini dell'insulto di De Rossi si iscrivono in questa tipologia di omertà da stadio: "Mandzukic ci ha preso per il culo per dieci minuti, vorrà dire che insegneremo a Daniele a mettersi le mani davanti alla bocca".

Come dire a un bullo che il punto non è non menare il compagno di scuola, ma farlo stando ben attento a non lasciare i segni. Detto da un allenatore appena rientrato dall'estero dove - si favoleggia - i nostri non vanno solo a caccia di contratti milionari, ma anche di ambienti più respirabili. 

Inqualificabile lui, De Rossi e tutti i commentatori che si sono affrettati a sminuire l'evento (si è sentito anche un "se vorrà chiedere scuse lo farà, altrimenti no"). E inqualificabili quelli che giustificavano Sarri e ora si indignano per i soliti cori da vomito anti-napoletani sui quali non si può far altro che ripetere la necessità della tolleranza zero nel senso di svuotamento delle curve e progressiva sostituzione con gente normale.

Ma nel miasma del nostro calcio i cattivi maestri sono così numerosi che si fa fatica a capire chi possa cominciare l'opera di moralizzazione. E allora avanti così. O, meglio, indietro tutta con un tuffo nel Medioevo della civiltà.

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