Calcio

De Laurentiis critica Sarri: tutte le polemiche dei due al Napoli

Presidente arrabbiato dopo la sconfitta di Champions League contro il Real. Storia di un rapporto con tante tensioni

De laurentiis napoli sarri

Giovanni Capuano

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Aurelio De Laurentiis contro Maurizio Sarri. A caldo, subito dopo il fischio finale che ha sancito la sconfitta del Napoli al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. Un attacco pesante e pensato, non frutto dell'emotività ma che tocca alcuni dei temi cari al presidente partenopeo. Che, come ama ripetere, è felice di aver scelto Sarri per il dopo Benitez ed è monogamo nel rapporto con i suoi allenatori, ma che spesso e volentieri li punzecchia e critica. Creando scossoni dentro l'ambiente.

A Madrid De Laurentiis è rimasto deluso dall'approccio della squadra. Si attendeva personalità e coraggio, ha visto il Real Madrid dominare da cima a fondo. Opinione che non tutti condividono (Sarri per primo) e che si scontra con l'esito di una partita che tiene ancora in vita il Napoli in vista del ritorno. Fortuna per gli errori di Ronaldo e compagni? Può essere. Ma anche frutto del lavoro tattico in una sfida sbilanciata nel pronostico.

Personalità, panchina corta e scelte tecniche nel mirino dopo Madrid

De Laurentiis ha parlato di "mancanza di cazzimma napoletana", ma nel mirino c'era altro rispetto ai novanta minuti del Bernabeu. La critica è per il modo di condurre la squadra che ADL considera eccessivamente integralista: "Forse si pretende troppo da chi è stato scelto per fare un ruolo diverso (riferimento a Mertens con Milik e Pavoletti fuori ndr)" e "a me interessa la sperimentazione di tutti e 26 i giocatori, altrimenti arriviamo alla fine del campionsto con qualcuno che non ha mai giocato". Tradotto: i titolarissimi andavano bene prima del mercato per allargare la rosa. Ora no.


Un dissidio di fondo. Sarri gli ha risposto per le rime: "Il responsabile dal punto di vista tattico sono io e se dovrà dirmi delle cose me le dirà in privato. Quando mi chiamerà gli darò le risposte, ho fatto tutte le sperimentazioni possibili e non capisco i riferimenti a quello che voleva dire il presidente". Che, in realtà, era molto chiaro: perché tenersi in panchina Milik e Pavoletti fossilizzandosi sul falso nueve Mertens che doveva essere solo una soluzione d'emergenza?

Le altre polemiche di questa stagione

Che De Laurentiis e Sarri stiano su fronti dialettici diversi non è una novità in questa stagione. Le crepe si sono viste in autunno e sono esplose dopo la trasferta sfortunata di Marassi (22 settembre 2016). Il tecnico ha attaccato gli arbitri ("C'erano due rigori netti, mi spiace che debba parlarne sempre io, sarebbe più corretto che lo facesse qualcuno della società") e il presidente gli ha risposto per iscritto: "Decisioni sfavorevoli ma, nel bene o nel male, vanno accettate". Con contorno di duello sul mercato: "E' vero che abbiamo il quinto fatturato, ma abbiamo investito 128 milioni e il Napoli è molto competitivo".

Tema ribadito in novembre chiacchierando sull'estate dell'addio di Higuain. "Volevo Aubameyang ma Sarri mi ha spiegato che non andrebbe bene per noi" (2 novembre 2016). Provocazione non raccolta? Figuriamoci: "Ho detto solo che avrei preferito l'altro attaccante che mi era stato messo in alternativa (Icardi ndr), ma poi non è arrivato nessuno dei due" (5 novembre 2016). Boom.

 

Il rinnovo tormentato di maggio e le discussioni sul mercato di gennaio 2016

Del resto anche la conferma di Sarri dopo l'ottimo secondo posto della passata stagione era diventata un tormentone. Firma arrivata il 27 maggio, sorrisi e strette di mano precedute da una lunga schermaglia definita da De Laurentiis "cazzeggio" (aprile 2016), ma in realtà diventata col passare dei mesi un duello sotterraneo tra due personalità molto forti. Il contratto era tutto a favore di ADL - rinnovo automatico esercitabile con clausole annuali dalla società a cifre prefissate prima dell'esplosione di Sarri -, la realtà del mercato un po' meno.

"Sta unilateralmente a me decidere entro un determinato mese dell'anno solare se rinnovare o no" ricordava De Laurentiis (26 febbraio 2016), risposta alla puntura velenosa del post-sconfitta con la Juventus rilanciata da Sarri: "Juve di un'altra categoria, alla fine il fatturato farà la differenza". A non andare bene al tecnico era stato il mercato di gennaio con la squadra prima in classifica: "la società ha inteso confermare il programma della scorsa estate e cioé una stagione di crescita senza precisi traguardi".

Vero? Falso? Sarri la pensava così, ADL non gradiva il mancato uso di giocatori ritenuti importanti a partire da Gabbiadini. L'ultimo frammento prima della notte di Madrid, a qualificazione Champions ottenuta. Annuncio dell'acquisto di Tonelli, applausi, buoni propositi e una frase che suonava quasi minaccia: "Adesso Maurizio sono cazzi tuoi, perché li dovrai far giocare tutti e 19". Era il 15 maggio. Esattamente nove mesi fa.

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