Calcio

Chi era Davide Astori, capitano della Fiorentina morto per un malore

Lutto nel mondo del calcio. Deceduto nel sonno, la Figc cancella tutte le partite della 27° giornata del campionato di Serie A

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Giovanni Capuano

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Lutto nel mondo del calcio. Davide Astori, capitano della Fiorentina, è morto nella notte del 3 marzo alla vigilia della partita che la sua squadra avrebbe dovuto sostenere contro l'Udinese. Astori si trovava in ritiro con i compagni e non si è presentato all'appuntamento, allarmando il resto della squadra. E' stato trovato privo di vita nella sua camera d'hotel. La morte è avvenuta per arresto cardiaco e le cause, apparentemente naturali come confermato dalla Procura di Udine che ha aperto un fascicolo di indagine verso ignoti con l'ipotesi di omicidio colposo, atto dovuto per poter procedere all'esame autoptico.

La notizia della morte di Astori ha choccato il mondo del calcio. Immediata la cancellazione di Udinese-Fiorentina e di Genoa-Cagliari, con i calciatori che hanno appreso del lutto in campo mentre stavano concludendo la fase di riscaldamento. Poi la Figc e la Lega hanno disposto il rinvio a data da destinarsi dell'intera 27° giornata della Serie A. Impossibile giocare con la morte nel cuore.

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Il comunicato della Fiorentina su Twitter - 4 marzo 2018 – Credits: tratto da Twitter

Chi era Davide Astori

Astori, 31 anni, originario della provincia di Bergamo era alla Fiorentina dall'estate del 2015 ed era diventato in fretta punto di riferimento e capitano della squadra di Pioli. Leader riconosciuto, qualità tecniche e soprattutto umane. Difficile trovare qualcuno che ne parli male, così come la quantità di messaggi di cordoglio arrivati dopo la morte testimoniano.

Nato calcisticamente nelle giovanili del Milan, dove era arrivato dal Ponte San Pietro, Astori ha iniziato la sua parabola da professionista in provincia: Pizzighettone e Cremonese in serie C1 fino al 2008, anno del grande salto in Serie A con la maglia del Cagliari. In Sardegna è esploso definitivamennte arrivando anche alla nazionale.

Convocato dal ct Prandelli, ha debuttato con l'Italia il 29 marzo 2011 nell'amichevole vinta contro l'Ucraina: dentro al posto di Chiellini e poi espulso per somma d'ammonizioni nel finale di partita. In nazionale ha messo insieme 14 partite con una rete segnata nella finale per il terzo posto della Confederations Cup 2013 in Brasile contro l'Uruguay.

Nel 2014 è passato alla Roma. Una stagione con 24 presenze e un gol (proprio sul campo dell'Udinese), quindi il rientro dal prestito e la nuova destinazione a Firenze. In maglia viola ha collezionato 109 partite con 3 gol.

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