Crisi Inter: processo a Mazzarri in 10 punti

Squadra senza gioco, grinta e obiettivi. Giovani poco utilizzati e poi scaricati come alibi per gli insuccessi: ecco come WM ha perso il controllo dell'Inter che è in caduta libera...

Walter Mazzarri allo Juventus Stadium contro la Juventus – Credits: MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images

Giovanni Capuano

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I numeri nel calcio non sono tutto, ma certo aiutano a spiegare il baratro tecnico e psicologico in cui è sprofondata l'Inter e dal quale nemmeno Walter Mazzarri, che di questo progetto doveva essere il valore aggiunto, riesce a farla risollevare. La cura Thohir non è stata sufficiente ed Hernanes da solo non potrà fare miracoli. Quelli non vengono chiesti nemmeno al tecnico di San Vincenzo che, però, ora è sotto osservazione (come ama dire il magnate indonesiano) al pari di tutti gli altri in società. A Thohir non è sfuggita la profonda crisi della squadra e, malgrado le continue rassicurazioni, anche il lavoro di Mazzarri sarà oggetto di attenta valutazione a fine stagione. Il bilancio oggi è negativo. I numeri non sono tutto, ma applicati a questa Inter suonano impietosi.

DIECI PARTITE, UNA SOLA VITTORIA - Il crollo è impressionante e senza soluzione di continuità. Nelle ultime 10 partite l'Inter è riuscita a vincere una sola  volta (derby del 22 dicembre) e ha messo insieme la miseria di 8 punti precipitando in sesta posizione insieme al Torino di Ventura e dietro anche al Verona rivelazione. D'accordo, la qualità dei nerazzurri non è eccelsa, ma nello stesso segmento di campionato il Toro ha fatto 21 punti, il Parma 19, la Fiorentina 17 e il Milan - passato per un esonero - ben 16. Lasciando stare il cammino di Juventus (28) e Roma (18 con una gara in meno)...

INVOLUZIONE DEL GIOCO - L'Inter di Mazzarri non ha mai giocato un bel calcio, anche quando a inizio stagione vinceva ed era apparsa solida. Però l'involuzione è stata sconcertante e allo Juventus Stadium si è toccato il fondo dopo aver già assistito a spettacoli da dimenticare contro Lazio, Chievo e Catania. Possibile che nessuno sappia cosa fare con il pallone tra i piedi? E' uno schema l'idea di lasciare Palacio da solo a cercare di raccogliere lanci dalla difesa da tramutare in cavalcate solitarie? Se l'Inter è costretta rimpiangere l'assenza dell'ordine di Cambiasso (infortunato) il campanello d'allarme suona forte...

MOLTA STANCHEZZA, POCO TURN OVER - L'emblema della fatica che ha colpito i protagonisti della buona prima parte di stagione è Rodrigo Palacio: 10 gol nelle 17 gare prima di Natale e poi il nulla assoluto, con occasioni sbagliate anche quando bastava davvero poco per metterla dentro. Eppure Palacio rimane titolare fisso, Milito entra ogni tanto e di Icardi si sono perse le tracce. Altri che non ce la fanno più? Alvarez, Jonathan e Nagatomo. Mazzarri ha sempre costruito squadre con rotazioni corte (13-14 giocatori) e sta ripetendo lo schema anche a Milano con una formazione che, però, ha evidenti limiti di tenuta fisica.

ARBITRI E GIOCATORI, QUANTI ALIBI - Prima sono stati gli arbitri che hanno sbagliato (tanto) condizionando il campionato dell'Inter. Adesso è il turno dei giocatori che non comprendono le idee dell'allenatore. L'attacco riservato a Kovacic dopo Juventus-Inter è stato clamoroso: schierato in un ruolo non suo, costretto a fronteggiare la furia del centrocampo bianconero e poi scaricato in diretta tv come responsabile degli errori tattici della squadra nella marcatura su Pirlo (assente) e Lichtsteiner sul gol del vantaggio. Tutto sulle spalle di un classe '94 che dovrebbe rappresentare il futuro del club e che così viene bruciato senza possibilità di appello. Che senso ha? Un tecnico non farebbe meglio a fare da scudo alla squadra? Mazzarri sembra più preoccupato di spiegare al mondo che non ha colpe piuttosto che a cercare correttivi...

SQUADRA SENZA AGONISMO - Il confronto tra il trio di centrocampo Kovacic-Kuzmanovic-Taider e quello della Juventus Pogba-Pirlo-Vidal è stato impressionante e non solo dal punto di vista tecnico. Gli juventini sembravano assatanati, i tre nerazzurri passivi dall'inizio alla fine. Di chi è la responsabilità se una squadra sbaglia mentalmente l'approccio alla partita, entra in campo spaventata e non riesce a cambiare passo? Si può chiederne conto all'allenatore, tra l'altro noto per aver costruito la sua carriera su formazioni dotate di grande agonismo?

META' STAGIONE SENZA OBIETTIVI - Chi ha detto a Mazzarri che questa è una stagione completamente di transizione, senza alcun obiettivo e obbligo di classifica? Chi gli ha detto che il girone di ritorno si risolverà in una lunga teoria di amichevoli per valutare i giovani (che giocano sempre poco) in vista del mercato estivo? Arrivare in Europa League significa garantirsi un extra fatturato da 10-12 milioni di euro e dare una visibilità europea che serve come ossigeno in un momento di profonda crisi economica. Non è che Mazzarri ha travisato le parole di Thohir?

I GIOVANI DIMENTICATI - Nessuna sorpresa, ma colpisce comunque l'avversione di Mazzarri per i giovani. Di Kovacic si è detto, ma in generale gioca la squadra dell'anno scorso con l'aggiunta di Campagnaro e Rolando, due fedelissimi del tecnico. Belfodil è stato rottamato dopo mezzo campionato in panchina, Icardi (anche per colpe sue) rischia la stessa fine e degli altri si vedrà. A partire da Botta che sembra promettente...

SAN SIRO? NON VA BENE - I tifosi fin qui lo hanno protetto, sganciando le sue responsabilità da quelle della società e della squadra. L'uscita post pareggio contro il Catania, però, ha scontentato molti. Come si fa a dire che in casa i risultati non arrivano anche per l'ostilità ambientale di un pubblico abituato a ben altri spettacoli? Parole che rischiano di essere un boomerang in vista di un girone di ritorno con trasferte da incubo e una classifica da costruire soprattutto tra le mura di casa.

GUARIN E RANOCCHIA EPURATI - A Torino Conte ha inserito Vucinic consentendogli così di raccogliere gli applausi del pubblico e di sentirsi di nuovo un componente della squadra. Negli stessi minuti Guarin era a casa 'stressato' per la trattativa saltata e Ranocchia stava pensando al passaggio sfumato al Galatasaray. Entrambi sono stati prima messi in discussione e fatti fuori dal tecnico e poi messi sul mercato dalla società: si può chiederne conto a Mazzarri?

C'ERA UNA VOLTA UNA DIFESA IMPERFORABILE - ... e adesso non c'è più. Altro marchio di fabbrica Mazzarri. Svanito nel nulla.

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