Calcio

Così gli Europei ribaltano le gerarchie del pallone

Le sorprese Galles, Islanda e Belgio, il fallimento dell'Olanda: le qualificazioni hanno ridisegnato i rapporti di forza

<> on September 6, 2015 in Cardiff, United Kingdom.

4°) GARETH BALE (Real Madrid) Guadagni annuali: 34,9 milioni di dollari - Salario e bonus: 25,4 milioni di dollari - Altri guadagni: 9,5 milioni di dollari - Maggior sponsor: Adidas, EA Sports, Sony Xperia Z3, BT Sport. – Credits: Stu Forster/GETTY IMAGES

La geografia del calcio del terzo millennio non è più quella di una volta. È accaduto nelle prime due giornate del campionato di calcio italiano, è accaduto a livello internazionale, dove - stando almeno ai primi responsi degli Europei - non ci sono più 'superpotenze' intoccabili, né squadre materasso destinate a soccombere o a fare da sparring partner, bensì tante Nazioni fino a ieri considerate minori capaci di esprimere talenti e calcio di buon livello.

Può capitare così di vedere l'Olanda, semifinalista ai mondiali di Brasile 2014 appena un anno e passa fa, con un piede e mezzo fuori da Euro 2016. E può capitare che l'Islanda, storica cenerentola del calcio europeo, centri una inattesa qualificazione, insieme con la Repubblica Ceca e l'Inghilterra. A un passo dalla qualificazione anche il Galles di Gareth Bale (al quale manca un solo punto) o il piccolo Belgio, una nazionale di talenti cresciuto all'estero. Le ultime due giornate delle qualificazioni europee - in attesa di Scozia-Germania, match clou della giornata odierna - hanno portato alla luce la crisi del calcio olandese, ben lontano dal calcio totale che negli anni '70 rivoluzionò il mondo del pallone.

FALLIMENTO OLANDESE, SORPRESA GALLES
Il modello orange sembra arrivato al capolinea nonostante 'sforni' tanti giovani talenti senza però troppa personalità. E così la nazionale orfana di Kevin Strootman si ritrova senza veri punti di riferimento, e priva di gente che sappia dare un equilibrio a un gruppo ricco di fantasisti ed esterni offensivi. Ecco che se Arjen Robben (che ha 31 anni) s'infortuna ecco che gli 'orange' perdono la rotta. Huntelaar, Sneijder e Van Persie sembrano entrati nella parabola discendente della loro carriera. Anche il cambio alla guida tecnica non ha giovato.

Può capitare così di vedere l'Olanda, semifinalista ai mondiali di Brasile 2014 appena un anno e passa fa, con un piede e mezzo fuori da Euro 2016. E può capitare che l'Islanda, storica cenerentola del calcio europeo, centri una inattesa qualificazione

Dal 4-3-3 di Hiddink gli 'orange' sono passati al 5-3-2 di Blind, ma le incertezze difensive viste nelle ultime uscite lasciano molti dubbi. Da tempo Johan Cruijff individua il problema della nazionale olandese nel cambio di mentalità.

Che il Galles facesse sul serio lo si era capito già da un po'. A dimostrazione della crescente crescita della nazionale del piccolo stato britannico il nono posto nel ranking Fifa, con il sorpasso all'Inghilterra. E pensare che nel 2010 il Galles era al 112/o posto. Un solo punto e la nazionale dei 'dragoni' staccherà il pass per Euro 2016 trascinato dall'estro della sua stella, quel Gareth Bale attorno al quale il ct Chris Coleman ha costruito una squadra che fa dell'organizzazione di gioco e della difesa la sua ossatura principale. L'attaccante del Real Madrid ha segnato praticamente due terzi dei gol complessivi del Galles nelle qualificazioni a Euro 2016.

SORPRESA BELGIO, FATICA AZZURRA
Brilla anche il Belgio dei vari Hazard, Fellaini e Mertens. Una crescita, quella del calcio belga fatta di programmazione, nonostante gran parte dei nazionali, in realtàgiochino in giro per l'Europa. ''Il segreto è quello: programmare - sottolinea amaro Donadoni - Noi italiani non lo facciamo, poi spunta un Belgio e diciamo 'ma da dove escono?'...''. La prima qualificata è stata l'Inghilterra di Roy Hodgson. Eppure la Premier League si conferma il campionato più cosmopolita con giocatori provenienti da 59 diverse nazioni. Sempre piu' internazionale, ma sempre meno inglese: solo 176 calciatori su 526 (l'equivalente del 33,4%) sono nati in Inghilterra, tutti gli altri non sono convocabili nella nazionale di Roy Hodgson. E l'Italia? A piccoli passi la squadra di Antonio Conte, tra mille critiche, si avvicina al traguardo qualificazione. Una vittoria in Azerbajan a ottobre non renderebbe matematica la qualificazione solo perché la penalizzazione della Croazia è ancora sotto ricorso. Due pareggi, tra Baku e chiusura a Roma con la Norvegia, però basterebbero.

© Riproduzione Riservata

Commenti