Coppa d’Africa 2013: ecco cosa rimarrà

I Top e i flop del torneo, il trionfo nigeriano e la sorpresa Burkina Faso, le curiosità e gli “orrori” arbitrali di Jdidi

Qui il trionfo della Nigeria dopo la finale (Credits: Ian Walton/Getty Images)

Riccardo Vetere

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La Coppa delle Nazioni Africane – forse in pochi lo sapranno ma è questo il nome completo della Coppa d'Africa – ha sancito la vittoria della favorita Nigeria sull’outsider Burkina Faso, per 1 a 0. Tutto secondo i pronostici dunque. Non è andato secondo le previsioni invece il cammino del Burkina Faso; solo una volta aveva superato la fase a gironi e quest’anno si è trovato faccia a faccia addirittura con i più esperti rivali nigeriani. Eh sì, perché le Super Aquile non è la prima volta che terminano sul gradino più alto del podio il torneo africano, arrivato alla sua 29/ma edizione; la prima si disputò in Sudan nel 1957 e vi parteciparono solo tre squadre.

Del resto era prevedibile, la Nigeria vanta tra le proprie fila il capocannoniere della Coppa, Emmanuel Emmenike nonché alcuni giocatori che militano in club impegnati in Champions ed Europa League: il laziale Onazi, John Obi Mikel del Chelsea e Efe Ambrose visto all’opera con il Celtic contro la Juventus. Ma poco importa in fondo, perché il calcio è così e le soprese più belle a volte saltano fuori proprio dai bacini meno prolifici e attrezzati; vedesi appunto la Burkina Faso.

Top e flop - E proprio nella formazione burkinadè troviamo l’uomo che si è contraddistinto di più in questa Coppa d’Africa 2013, Jonathan Pitroipa, nominato miglior giocatore del torneo. Anche lui volto conosciuto in Europa, è centrocampista del Rennes avversario di Ancelotti e Ibra. È relativamente giovane, Pitroipa, a 27 anni non ancora compiuti e un passato trascorso nell’Amburgo; i fari del mercato, magari anche quello italiano, potrebbero ora accendersi sull’astro burkinadè. Ma non solo lui è finito nel novero dei migliori alunni della classe. Da Emmanuel Emenike e Wakaso Mubarak, capocannonieri a pari merito rispettivamente con Nigeria e Ghana, a Victor Moses, sempre nigeriano, che ha conquistato il premio fair-play. Il gol più bello l’ha segnato il tunisino Youssef Msakni contro l’Algeria, mentre il miglior giocatore della finale è risultato il centrocampista del Chelsea, Mikel.

Albo d’oro – Ma non è la Nigeria la Nazionale più titolata del torneo. Lontano anni luce l’Egitto che ha già alzato sette volte alzato il trofeo, e per tre consecutivamente nel 2006, 2008, 2010 . Secondo gradino del podio per il Camerun di Eto’o, che ha trionfato per quattro volte, e il Ghana dello juventino Kwadwo Asamoah, anche quest’anno a un passo dalla finale; l’ultima vittoria del Ghana però risale al lontano 1982.

Sesso gratis – Dopo il trionfo finale, ora i giocatori nigeriani saranno ricompensati con 7 notti di sesso senza spese. Non è una burla, ma la promessa dell'Associazione nazionale delle prostitute della Nigeria. Nulla di illegale: in Nigeria infatti la prostituzione è un lavoro perfettamente legalizzato con tanto di associazione addetta alla tutela dei diritti delle lavoratrici. Era stata molto esplicita la segretaria dell’Associazione, Jessica Elvis: "Con questa iniziativa vogliamo mostrare tutto il nostro appoggio alla nazionale, essa sarà un grande incentivo per la squadra". E sicuramente lo è stato, a verificarne i risultati.

Pasticci arbitrali – La competizione africana non è stata esente da sviste o, addirittura, da macroscopici errori del giudice di gara. Senza tecnologia del resto è dura che l’errore arbitrale – per quanto clamoroso possa essere – presto o tardi non si verifichi. Protagonista di uno sgarbo che poteva costare la finale proprio al protagonista assoluto, Pitroipa, è stato l’arbitro tunisino Slim Jdidi. Il direttore di gara ne ha commessa una più di Bertoldo nella semifinale tra Ghana e Burkina Faso: prima ha assegnato un rigore molto dubbio ad Asamoah e compagni, poi ha pensato bene di dare cartellino giallo a Pitroipa (già ammonito) per simulazione inesistente, dopo che questi era stato evidentemente falciato in area; niente rigore e il calciatore più importante della squadra che avrebbe saltato anche la finale. Menomale che Jdidi ha fatto retromarcia, rettificando l’errore e annullando l’espulsione comminata al 117° minuto dei tempi supplementari. Pitroipa ha potuto così prendere parte alla finalissima. Jdidi non l’ha però passata liscia ed è stato tempestivamente sospeso a tempo indeterminato: "La Caf non è certo rimasta soddisfatta dal livello dell'arbitraggio di Jdidi - ha detto il segretario generale El Amran -. Sappiamo che tutti possono commettere errori, ma ci aspettavamo un arbitraggio migliore. Per questo ora l'arbitro tunisino è sospeso". Tutto è bene quel che finisce bene…

Bravo Sudafrica – L’organizzazione e la gestione della manifestazione però sono state quasi impeccabili, anche secondo la Confederazione africana di Calcio, che ha voluto spendere pubblici elogi per lo stato organizzatore di questa edizione, proprio il Sudafrica: “Siamo molto soddisfatti del risultato, avevamo grandi aspettative, ma il comitato organizzatore le ha superate. Il Sudafrica è diventato un punto di riferimento nella storia dell’organizzazione di questo torneo”. Chapeau. Ora toccherà al Marocco raccogliere l’ardua sfida e cercare di fare meglio quando sarà il suo turno.

Prossimo appuntamento nel 2015.

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