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Calcio

La Coppa d'Africa 2015 e l'ostinazione della Fifa

Squalificato il Marocco per il forfait da organizzatore, si cerca comunque una sede per gennaio a dispetto di Ebola: candidati Sud Africa, Nigeria e Ghana

Caos totale sulla Coppa d'Africa 2015. Dopo essersi visto negare dalla Caf (Confederazione del calcio africano che risponde alla FIFA) un rinvio del torneo inizialmente previsto per gennaio 2015, il Marocco ha deciso di dare forfait per paura di contagio dal virus Ebola. La Fifa ha subito estromesso la nazionale maghrebina dalla competizione e a poche settimane dalla data prevista ci si ritrova - oltre che con un posto vacante - senza una nazione ospitante, anche se non mancano i paesi disposti a correre il rischio pur di offrire il vantaggio del fattore campo alla loro rappresentativa...

Marocco: vittima o colpevole?
Non tutti vedono il Marocco vittima di un'ingiustizia. Da più parti, soprattutto nella stampa africana e in particolar modo sui quotidiani algerini, si ipotizza infatti che il forfait marocchino sia stata invece una mossa studiata per non sfigurare. 88° nel ranking Fifa e con problemi economici nell'organizzazione dell'evento, il virus Ebola sarebbe quindi una scusa per tirarsi indietro. A suffragare questa tesi secondo alcuni media africani ci sono anche i precedenti in casi simili: anche nel 2002 ci fu infatti un allarme batteriologico globale per la Sars, ma i mondiali in Korea e Giappone non furono mai seriamente a rischio nonostante le forti polemiche. A difesa del Marocco c'è però la richiesta inoltrata lo scorso 3 novembre di far slittare la Coppa d'Africa di un anno o di sei mesi. La risposta è nota: Caf irremovibile su ordine della Fifa e il divorzio che si è concretizzato in poche ore con tanto di squalifica. E ora?

Le possibili soluzioni
L'obiettivo della Fifa è quello di far disputare nelle date previste. E subito dopo la notizia del passo indietro del Marocco hanno iniziato a circolare le voci sui Paesi che ne avrebbero potuto prendere il posto: Sudafrica, Nigeria e Ghana. Tutte e tre le nazionali di questi paesi sono già qualificate per la fase finale, ma la teoria di una candidatura ghanese fa storcere il naso, soprattutto dopo l'appello di alcuni vescovi che lo scorso 4 novembre hanno messo in guardia l'opinione pubblica mondiale: "Mancano solo due mesi e mezzo all’avvio della competizione e francamente pensiamo che, a parte le preoccupazioni sanitarie, non saremo in grado di realizzare qui in Ghana tutti i provvedimenti logistici e infrastrutturali prima dell’avvio", ha affermato senza giri di parole monsignor  Joseph Osei-Bonsu. 

In ogni caso, l'allarme è reale
Nella disputa, ecco però intervenire a gamba tesa l'Oms (l'Organizzazione mondiale della Sanità) con l'autorevolezza dei numeri: sono ancora 14 i paesi che rischiano di essere coinvolti nell'epidemia, destinata a raggiungere presto i 15 mila contagi dopo aver già causato 5 mila morti. Cifre che assolvono il Marocco da qualsiasi accusa e mettono in campo l'inevitabile domanda: ma in questa situazione, è davvero il caso di giocare a calcio?


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