Conte e la Nazionale: tutta la verità

L'ex allenatore della Juventus vicino alla panchina azzurra, ma ci sono molti dubbi, non solo economici

Antonio Conte, quando era un giocatore della nazionale – Credits: ANSA / (ELECTRONIC IMAGE) EPA PHOTO/MICHELE LIMINA / PAL

Giovanni Capuano

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La scommessa di Antonio Conte è che gli facciano fare l'allenatore come piace a lui e che il Club Italia (o Nazionale) del futuro sia costruito così come delineato nel programma elettorale di Tavecchio, cioè come "una società sportiva di vertice" ma che abbia anche un potere nei confronti dei club che nessuno dei predecessori ha mai avuto in passato. Un tentativo estremo che è alla base della scelta di rispondere alla telefonata del neo presidente della Federcalcio malgrado le perplessità espresse sino a poche ore prima alle persone vicine a lui e la tentazione di stare fermo qualche mese per attendere la chiamata di una grande europea. 

Conte e Tavecchio si sono dati 48 ore per stringersi la mano o dirsi addio. La decisione va presa in fretta e per questo le carte sono state calate tutte e subito, senza troppo tempo per i tatticismi. C'è l'aspetto economico, che la Figc conta di superare con l'aiuto degli sponsor, il capitolo riguardante la scelta dello staff (e qui c'è qualche resistenza in più soprattutto a difesa di alcune figure 'storiche') e c'è, soprattutto, il rapporto con la Lega di Serie A da ricostruire da zero. Su questo Conte non ammette deroghe e ha chiesto impegni scritti, nero su bianco. Stage durante la stagione (indicativamente tra gennaio e febbraio), massima collaborazione con gli allenatori dei giocatori azzurri e carta bianca nella gestione tecnica, progettuale e logistica di tutto ciò che riguarda la sua nazionale.

Un ruolo che non esiste in Figc e che nemmeno il programma di Tavecchio ha delineato con questa nitidezza. L'allora candidato aveva delineato il profilo del ct come un professionista di alto livello inserito in un'organizzazione con "ruoli definiti" e "verifica costante degli obiettivi", non preoccupato "della scelta degli alberghi" (frecciata all'ultimo Prandelli), ma "impegnato a 360 gradi e per 365 giorni l'anno nella crescita tecnica e d'immagine del calcio italiano". Questo è il programma che le società di serie A hanno sottoscritto e che ha blindato l'elezione di Tavecchio, malgrado tutto.

E adesso? Tavecchio ha 48 ore per ottenere da Beretta, probabile vice presidente, un impegno vincolante sulla collaborazione delle società. La scommessa intorno a cui ruota la soluzione del caso-Conte ruota intorno a questo punto. E' in grado Beretta (con la sponda di Lotito e Galliani) di assicurare l'occupazione delle pochissime date disponibili nella prossima stagione? Calendario alla mano c'è spazio per gli stage solo a gennaio (19-21 o 26-28) e febbraio (9-11): Oppure a fine stagione in caso di eliminazioni precoci dalle coppe europee. Conte allenatore della Juventus non era un amante (eufemismo) delle intromissioni della nazionale; Conte ct chiede un cambio radicale di mentalità. C'è un aspetto paradossale: il ct in pectore tratta sulla base programmatica con la quale a gennaio la Figc convinse Prandelli al rinnovo, che doveva essere quadriennale e con pieni poteri da coordinatore del Club Italia prima di ridursi via via in un biennale da ct.

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