Calcio

Conte e la bella sfida di creare un'Inter italiana

Giovani, talentuosi e se possibile azzurri: ecco l'identikit del mercato chiesto a Marotta. In attesa che arrivino i colpi big

antonio conte

Giovanni Capuano

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La prima Juventus di Antonio Conte aveva un'anima molto italiana: Buffon in porta, la BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) davanti, Pirlo e Marchisio a centrocampo con Matri, Pepe, Quagliarella e Giaccherini a ritagliarsi spazi importanti in attacco. E poi il totem Del Piero a fare da capitano (poco) giocatore nell'ultima stagione prima dell'addio.

Una spina dorsale a forti tinte azzurre che Conte ereditò dalla Juventus pre e post-Calciopoli e che sfruttò per dare subito una forte identità alla squadra che avrebbe aperto immediatamente il ciclo degli otto scudetti consecutivi.

Ora l'ex ct della nazionale ha in mente di ripetere lo stesso metodo all'Inter. Non sarà semplice e nemmeno nelle stesse dimensioni, visto che il gruppo lasciato da Spalletti conta i soli Politano, D'Ambrosio, Gagliardini, Ranocchia, Candreva, Berni e Padelli nella sua rosa. Più qualche ragazzo delle giovanili aggiunto in corso d'opera. Una situazione lontanissima da quella della Juventus del 2011, ma che Conte ha intenzione di toccare immediatamente.

nicolò barella

Nicolò Barella – Credits: ANSA/LPS/ALESSIO TARPINI

Sensi e Barella per un centrocampo azzurro

Anche così si spiega il pressing feroce portato da Marotta per Sensi e Barella. Il primo è stato strappato alla concorrenza del Milan accettando la valutazione fatta dal Sassuolo e costruendo un'operazione utile anche a sistemare il bilancio con un paio di plusvalenze immediate. E' il regista che Conte è abituato ad avere nel suo modello di calcio, senza esagerare con paragoni oggi impossibili che riportano a Pirlo.

Barella, invece, è l'obiettivo che i nerazzurri si trascinando da mesi. Lui e l'Inter sono promessi sposi, ma il matrimonio non si potrà celebrare fino a quando il terzo incomodo - ovvero il presidente del Cagliari Giulini - non avrà accettato di fare un passettino indietro nella trattativa che appare in posizione di stallo seppure con una favorita chiara.

Sensi e Barella sono destinati ad occupare due dei tre posti di centrocampo, insieme a Brozovic e agli esterni che per Conte rivestono un ruolo fondamentale. Siccome la porta e la linea di difesa (Handanovic con De Vrij-Skriniar-Godin) saranno straniere e l'attacco pure, i due azzurrini rappresentano l'isola azzurra in mezzo al campo.

Una sfida per cambiare il dna dell'Inter

L'italianizzazione dell'Inter è una delle prime sfide che Conte sta affrontando. Arriva in un club che tradizionalmente è stato molto esterofilo e che non si è mai fatto problemi nel puntare sui giocatori senza guardare alla loro nazionalità. Non che sia un male, ma il nuovo tecnico ha sempre immaginato il valore aggiunto di un'identità riconoscibile delle proprie squadre.

E c'è un'ulteriore elemento significativo di questo passaggio storico. La Juventus che ha dominato il mercato italiano nell'ultimo decennio ha spostato il suo mirino su quello internazionale. Nel contempo l'Inter è cresciuta come potenzialità economica e ha adesso l'occasione di provare ad occupare un piccolo spazio lasciato libero dall'avversario: prendere i migliori talenti azzurri. 

Il duello si accenderà su figure inseguite da entrambe (l'esempio è Chiesa quando si muoverà da Firenze), ma consente a Marotta spazi di manovra per imporre il suo modello. Che si completa alla perfezione con quello di Conte e che sta cominciando ad innvervare il nuovo corso dell'Inter.

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