Calcio

Conte e il tocco magico: l'Inter è già sua (e anche San Siro)

Il debutto travolgente, l'esultanza a bordo campo, l'intensità con i suoi e la ricerca ossessiva del miglioramento

antonio conte inter

Giovanni Capuano

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Novanta minuti contro il Lecce non bastano certo per scrivere sentenze definitive, ma sono sufficienti per dire che Antonio Conte non ha perso il suo tocco magico e si è preso l'Inter. Tutta e subito. La squadra, il pubblico e un San Siro che lo ha seguito nella notte del debutto come raramente aveva fatto in passato con i suoi predecessori.

Un marziano sceso sulla Terra e passato per caso al Meazza non avrebbe avuto nemmeno il sospetto di trovarsi al cospetto di un ex allenatore della Juventus, un nemico di tante battaglie che quella gente doveva e deve convincere. Conte è condottiero nel sangue e la sua carica ha già innervato il mondo nerazzurro, convinto di poter tornare a competere a breve con l'avversaria di sempre.

"Non dobbiamo essere una scintilla, dobbiamo diventare dinamite"

La frase manifesto della sua notte è in composta di otto parole: "Non dobbiamo essere una scintilla, dobbiamo diventare dinamite". Quasi un programma di vita, più che un progetto tecnico. Non basta mai, bisogna sempre migliorare, altro concetto espresso col sorriso sulle labbra ma sempre come priorità per non cadere nell'antico errore di una certa rilassatezza.

E poi le corse di Asamoah e Candreva, comprimari con Spalletti trasformati in cursori dinamici e continui, quasi togliendogli qualche anno dalle spalle. Lukaku a fare a sportellate col resto del mondo in mezzo all'attacco, quasi una guerra personale. Ranocchia rilanciato al centro della difesa. Inutile sorprendersi dopo averlo visto condurre una nazionale amputata di molti suoi valori oltre i limiti in un Europeo che è ancora un rimpianto.

Antonio Conte ha condito la sua notte nerazzurra anche con l'esultanza, ripetuta, ai gol dei suoi. E' possibile che quel gesto di immedesimazione totale nella nuova causa non sia piaciuto ai suoi vecchi amanti bianconeri. E' probabile che gli sarà rinfacciato come tradimento, anche se logica e cuore non dovrebbero consentire di strappare un rapporto creato nel tempo e reso unico dalle vittorie raccolte insieme.

Ma anche qui nessuna sorpresa. Conte lo aveva detto in tempi non sospetti. Aveva annunciato che avrebbe sposato ogni club nella sua carriera come se fosse l'unico e ultimo della sua vita. E' successo all'Inter che adesso si gode l'esperienza. Se sarà anche vincente lo diranno i prossimi mesi.

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