Calcio

Conte, il ct sotto processo (ma che corre verso la prescrizione)

Anche se rinviato a giudizio per il calcioscommesse il problema non sarà della Figc. E il tempo lavora per lui...

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Giovanni Capuano

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Dove sarà Antonio Conte nel dicembre 2018? Quasi certamente non alla guida della nazionale e, con altrettanta sicurezza, non alle prese con una condanna penale per frode sportiva, reato per il quale la Procura di Cremona si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Il tempo lavora per lui e porterà gran parte delle carte dell'inchiesta Last Bet verso il binario morto della prescrizione, togliendo ogni imbarazzo all'attuale ct e alla federcalcio che sulla vicenda prenderà la difese di Conte, così come fece la Juventus all'epoca del processo sportivo. "Ha già pagato" è stata la sentenza lapidaria del presidente del Coni, Malagò, alla notizia della probabile richiesta di rinvio a giudizione per Conte. Lettura esatta della situazione, perché in nessun caso si potrà riaprire il discorso davanti ai giudici sportivi dopo la squalifica per 10 mesi scontata a 4 dal Tnas.

Però è bastato dare un'occhiata a siti e giornali stranieri per cogliere un certo imbarazzo nell'associazione del nome del commissario tecnico azzurro con l'idea del calcioscommesse. Nulla che abbia modificato l'atteggiamento del tecnico o della Figc, ma che certamente potrebbe creare qualche problema di opportunità nel caso si arrivasse a una rapida condanna, sempre ammesso che l'inchiesta poggi su fatti accertati ogni oltre ragionevole dubbio e non, come ha urlato in passato Conte, sia solo frutto di conclusioni sbagliate da parte dei magistrati.

 

Il punto centrale della questione è che per il reato di frode sportiva la prescrizione scatta 7 anni e mezzo dopo la commissione del reato ipotizzato. Siccome a Conte viene contestata l'alterazione delle partite Novara-Siena del 1° maggio 2011 e Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, significa che il procedimento si dovrà concludere con il terzo grado in Cassazione entro e non oltre la fine del dicembre 2018. E' del tutto evidente che molti altri imputati per lo stesso reato e con partite addirittura più vecchie, risalenti al 2008 o 2009, hanno ancor maggiore probabilità di non essere mai giudicati.

In più nel caso di Conte c'è anche l'ipotesi che il processo abbia una partenza rallentata. Essendo cauta, infatti, l'ipotesi del reato associativo che teneva le sorti dell'attuale ct legate a quella di altri protagonisti della vicenda, è quasi certo che già davanti al Gup in tarda primavera verrà sollevato il tema della competenza territoriale per spostare tutto a Siena. Mossa che tradizionalmente apre un conflitto con la Procura che allunga i tempi. In caso di rinvio a giudizio, che va chiarito non è ancora scattato perché a decidere dovrà essere un giudice, potrebbe non vedere l'aula di un tribunale se non a ridosso dell'Europeo del 2016 e, dunque, anche della scadenza del suo contratto con la Federazione.

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