70 anni di Rivera: gli auguri di Mazzola

La bandiera del Milan raccontata da quella nerazzurra. Che sottolinea: "In tanti derby, anche per la maglia azzurra, tra noi mai un litigio" - la fotogallery

Gianni Rivera e Sandro Mazzola insieme in Nazionale ai Mondiali del 1974 in Germania. (Credits: STAFF/AFP/GETTY IMAGES)

Riccardo Vetere

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Gianni Rivera e Sandro Mazzola storici nemici? Neanche per idea: “Ci sentiamo spesso, lo trovo davvero in gamba”, è l’augurio di Sandro Mazzola all’avversario di sempre, Gianni Rivera, per i 70 anni che compirà domenica 18 agosto. Avversari sul campo, con rispetto e stima, così come nella vita. Due carriere sublimi che si sono incontrate, scontrate, fino a fondersi insieme. Come al Mondiale del 1970, quando il ct Valcareggi diede vita alla “staffetta” tra i due big del centrocampo; o top player, come si direbbe nel gergo di oggi. I tempi sono cambiati, poco ma sicuro, ma anche la stima è rimasta immutata, come i ricordi di quegli anni...
 
Sandro. Rivera compie 70 anni, giusto uno in più di te. Cosa gli augura?
“Gli auguro di continuare così. Ci sentiamo spesso e lo trovo in gamba, col suo solito spirito e la voglia di fare”.
 
Fianco a fianco in Nazionale, avversari con Inter e Milan. Qual è il ricordo più bello?
“Il più bello è in un derby, forse l’ultimo della mia carriera. Nel secondo tempo c’è un fallo laterale sotto la tribuna. Mi danno la palla e Gianni mi rincorre per cercare di portarmela via. Dopo 15 metri mi accorgo che mi sta ancora dietro e ci mettiamo a ridere, lì sul campo ‘Ma cosa stiamo a correrci dietro? Dai’, gli dissi. Uno che rincorre l’altro? Non è il nostro ruolo quello di rubare palla (ride, ndr)”.
 
Una bella intesa, anche da avversari. Ma non c’è mai stato uno screzio o una discussione tra voi?
“No, mai nessun attrito. Abbiamo anche portato avanti il sindacato noi due. Anche in Messico nel 70’ cercavamo di non farci vedere dai giornalisti, apposta, per non far vedere che parlavamo insieme”.
 
Nessun attrito neanche con il ct Valcareggi?
“Con Valcareggi ricordo che alla fine del primo tempo contro il Brasile, in finale, ero nello spogliatoio e pensando che sarei stato sostituito iniziai a togliermi le scarpe per lasciar spazio a Rivera…‘Decido io quando uno deve uscire’, mi imbeccò il ct. Poi a 6 minuti dalla fine voleva sostituirmi e allora fui io a dirgli che non ero il tipo da mollare così quando eravamo sotto per 3 a 1. Poi tolse Boninsegna”.
 
Il Milan di Rivera era una cosa, quello di 10 anni fa un’altra. Che Milan vede oggi?
“Questo fa parte del calcio, i tempi sono cambiati. Ci sono dei giovani interessanti come Balotelli ed El Shaarawy anche oggi".
 
Per poter puntare allo scudetto?
“Mah, per provare a lottare sì. Davanti a tutti vedo la Juve che duellerà col Napoli”.
 
Da una sponda all’altra del Naviglio il passo è breve. Cosa ne pensa dell’imminente arrivo di Thohir all’Inter?
“Per me tutto dipende dai programmi che hanno queste persone e mi viene qualche dubbio…”.
 
In che senso?
“Dicono da 20 giorni ormai che la trattativa si chiude e non è ancora andata in porto. Ho i miei dubbi che possa anche saltare...".
 
Sa qualcosa che ancora non sappiamo?
“No, non so niente, è solo una mia sensazione”.
 
Mazzarri come lo vede? È il tecnico giusto per questa squadra?
“Lui mi piace, mi è sempre piaciuto: è difficile trovare un’annata in cui non abbia fatto bene”.
 
Guardando al calcio italiano in generale. Sacchi ha lanciato l’allarme: “Troppi stranieri”. Che ne pensa?
“Che ha ragione e sono d’accordo: siamo al 56% di stranieri, i nostri giovani non giocano più. Per me il problema è che li alleniamo male: se uno dribbla lo sgridano. Poi abbiamo anche meno soldi e prendiamo le seconde o terze linee all’estero".
 
C’è una soluzione? In Inghilterra la percentuale di stranieri sfiora il 70%...          
“Lì è da tempo che la situazione ormai è questa. Bisogna ricominciare dai settori giovanili. Oggi leviamo ai giovani personalità e libertà di esprimersi”.
 
Certo è che il calcio è cambiato. E la rivalità che c’era ai tempi di Mazzola e Rivera non esiste più tra Inter e Milan…
“Era un altro mondo. Oggi i giocatori vanno al ristorante assieme. Vi racconto un episodio. Quando fondammo il sindacato con Rivera, De Sisti e altri, ci incontravamo un po’ come i carbonari, di nascosto. Un giorno, all’una, interrompiamo per andare a mangiare un panino e un tifoso mi riconobbe e vedendomi al fianco di Rivera urlò: 'Ma Sandro! Che ci fai con Rivera, vai dall’altra parte del marciapiede che ti attacca la peste’. Oggi la situazione è diversa".
 
Quindi meglio il calcio di oggi, dove i tifosi rossoneri e nerazzurri vanno allo stadio senza problemi tra loro?
"Il calcio fa parte del mondo. Ogni sera sento alla tv la cronaca di drammi e persone che uccidono. Alcuni di loro vanno anche allo stadio. Il calcio, anzi, è un'isola felice".
 
Anche in Italia?
“Sì, anche in Italia”
 
Salutiamo. Grazie a Mazzola per la sua cortesia e tanti auguri a Gianni Rivera. Buon compleanno!

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