Calcio

Il Milan di Mihajlovic giocherà proprio come piace a Berlusconi

Nel vertice di Arcore scelto il modulo di gioco: 4-3-1-2. In arrivo una seconda punta, un centrocampista e un difensore centrale

Mihajlovic-milan-berlusconi-galliani

Giovanni Capuano

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Il nuovo Milan di Sinisa Mihajlovic torna all'antico. Nel senso che, dopo le divagazioni sul tema di Inzaghi, riparte dal dogma preferito dal presidente Berlusconi: giocare sempre e comunque con in campo due attaccanti veri. Sarà 4-3-1-2, almeno nelle intenzioni iniziali, lasciando da parte i moduli che l'allenatore serbo ha utilizzato alla Sampdoria e cercando di adattare la rosa attuale e i movimenti di mercato alla necessità di mettere a disposizione del tecnico un gruppo omogeneo e adatto a fare quel tipo di gioco. I soldi ci sono, le idee anche e il tempo per costruire un grande Milan non manca. Questa è l'indicazione più importante emersa dalla cena-vertice di Arcore del 16 giugno, servita per fare il punto sulle mosse di mercato partendo dalla condivisione del modo in cui la squadra sarà schierata. Per Berlusconi è un must più volte spiegato anche in passato: "Prima si discute con il tecnico e si capisce quali sono le esigenze, poi si va alla ricerca degli uomini giusti".

Mihajlovic proverà a forgiare un Milan con un attacco a due punte che dovrebbero essere entrambe frutto del mercato. La prima, in senso temporale e di posizione tattica, sarà il colombiano Jackson Martinez, ufficializzato dopo le visite mediche. La seconda, invece, avrà un profilo diverso e verrà comunque cercata nel corso dell'estate: dovrà essere in grado di assicurare un buon numero di gol e allo stesso tempo di assistere Martinez. Ibrahimovic resta una suggestione, ma anche uno come Salah potrebbe ricoprire al meglio il ruolo e viene seguito con attenzione. Menez ed El Shaarawy possono essere al massimo delle alternative e, in ogni caso, ci sarà anche un mercato in uscita. Il francese, ad esempio, garantirebbe un'importante plusvalenza essendo arrivato a parametro zero.

Intrigo Kondogbia, l'uomo da 35 milioni di euro che piace a mezza Europa

Dietro alle due punte ci sarà un numero '10' che avrà caratteristiche particolari. Non un fantasista e basta, ma una figura più moderna e in grado di assicurare lavoro più fisico, inserimenti tra le linee e una costante aggressione verso la porta avversaria. Sarà il modo per sfruttare anche gli spazi lasciati dagli attaccanti e di provare a portare il più vicino possibile alla porta avversaria altri piedi buoni. Chi? In rosa ci sono Honda, Suso (che deve crescere) e Bonaventura, duttile a sufficienza per poter arretrare anche di qualche metro.

Detto che De Jong rinnova perchè piace a Mihajlovic (biennale a 2,5 milioni di euro) e che l'idea Boateng è stata scartata nel giro di ventiquattro ore, gli sforzi di mercato sono indirizzati non a caso nel reperimento di un centrocampista che faccia fare il salto di qualità a tutto il reparto. Il nome che piace è quello di Geoffrey Kondogbia e per lui Galliani ha a disposizione un tesoretto; non i 35 milioni chiesti dal Monaco, ma comunque una cifra importante. Il mediano, comunque, dovrà essere un top player. Solo dopo aver sistemato attacco e centrocampo si passerà alla difesa. L'idea è che la batteria degli esterni, una volta confermato Abate, sia di livello sufficiente. Servirà un centrale di alto livello e anche di sfoltire la rosa che oggi conta nel ruolo ben 5 giocatori: Paletta, Rami, Zapata, Alex ed Eli. Sono troppi e in gioco c'è anche un possibile rinnovo per Mexes. Ne devono partire due per far posto al francese e a mister 'X' che sarà l'ultimo tassello. Poi toccherà a Sinisa amalgamare il tutto con il vantaggio di una stagione senza impegni europei. Avrà tempo per lavorare e l'obbligo di restituire a maggio il Milan ai palcoscenici che competono.

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