Calcio

Nuovo modulo e un vero nove: ecco come sarà il Milan di Destro

Inzaghi disegnerà subito una squadra più simile a quella immaginata in estate. E Mattia sarà il punto di riferimento offensivo

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Giovanni Capuano

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Anche se ufficialmente arriva solo in prestito, lo sbarco di Mattia Destro a Milanello apre una nuova era nella gestione tattica del Milan. Subito, per Pippo Inzaghi, e in prospettiva futura perchè la scommessa sul 23enne attaccante nel giro azzurro e con una media realizzativa importante (38 gol in 103 presenze in serie A con le maglie di Genoa, Siena e Roma, una marcatura ogni 163 minuti in questa stagione), non è destinata a fermarsi a giugno. Anzi, il fatto che Pazzini sia in uscita dal progetto Milan rende ancora più solide le garanzie tecniche che Destro ha voluto prima di firmare e legarsi alla nuova esperienza in rossonero; un passo indietro sul piano dei risultati immediati, ma un investimento sul proprio futuro. 

Quello che è certo, però, è che l'arrivo dell'ormai ex centravanti della Roma di Garcia segna una svolta anche nel modulo di Inzaghi. Basta 'falso nueve' o interpretazioni senza punti di riferimento offensivi che non hanno mai convinto per primo Silvio Berlusconi, anche se a tratti hanno dato buoni risultati in autunno. In estate la rosa era stata costruita per giocare con un attaccante davanti (Torres), poi le difficoltà del Nino e l'esplosione di Menez nel nuovo ruolo avevano fatto cambiare idea in corsa, salvo naufragare in questo disgraziato mese di gennaio dove, oltre ai risultati, sono mancati anche gioco e conclusioni in porta. Pazzini ha avuto pochissime chance e non se le è giocate male: titolare contro Sassuolo (1 gol) e Lazio in Coppa Italia con prestazioni discrete in mezzo alla desolazione complessiva.

 
Quella foto di Galliani sotto casa Destro: l'immagine di un grande dirigente


Il nuovo Milan tornerà a essere simile a quello. Nell'immediato Inzaghi pensa al 4-4-2 che potrà aiutare la squadra a superare la crisi acquisendo certezze. In questo schieramento Destro sarà perfetto per fare la prima punta con al suo fianco Menez o all'occorrenza anche Cerci. Difficile la convivenza con Pazzini, sempre che l'attuale attaccante - in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno - rimanga a Milanello. Sulla linea dei centrocampisti ci sarebbe la possibilità di far coesistere un regista come Montolivo e un uomo di rottura come De Jong, provando anche a proteggere la difesa. Grande abbondanza sugli esterni con Honda, Bonaventura, El Shaarawy (quando tornerà dall'infortunio).

Destro, però, è un attaccante spendibile anche in altri moduli a partire dal 4-3-3 che ha usato Garcia, sia come prima punta che spostato sull'esterno, sia nel 4-2-3-1 o in qualsiasi versione preveda la torre davanti. Uomo d'area di rigore, finalizzatore, ha bisogno di essere servito con continuità per esprimersi al meglio. Sulla carta il Milan ha tutto, dalla metà campo in su, per metterlo in condizione di rendere al meglio. Inzaghi e chi per lui (o magari Inzaghi stesso) ci lavoreranno da subito per poi costruirgli un Milan su misura a giugno

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