Galeone: “Allegri meglio di Seedorf”

Per il decano degli allenatori italiani, il Milan avrebbe fatto meglio a tenersi stretto il tecnico toscano. “Seedorf gode di un credito smisurato. Cosa dire di Abate trequartista?”

Clarence Seedorf, dal 16 gennaio 2014 sulla panchina del Milan – Credits: CARLO HERMANN/AFP/Getty Images

Dario Pelizzari

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Sette punti su dodici in campionato - con lo scivolone di Napoli che avrebbe potuto fare ancora più male se la squadra di Benitez non avesse gettato alle ortiche un numero impressionante di occasioni da rete - e l'harakiri in Coppa Italia con l'Udinese. Per Clarence Seedorf, tecnico del Milan dallo scorso 16 gennaio, è già tempo di verifiche. Ce la farà a rimettere in mare la scialuppa rossonera prima che il presidente Berlusconi cominci a pensare di aver fatto la scelta sbagliata? Giovanni Galeone, decano degli allenatori italiani, ha già la sua risposta.

Seedorf non ride più come nel giorno del suo arrivo. Cosa non torna nel suo Milan?

“Sono d'accordo con Fabio Capello, che dice che Seedorf ha le idee chiare ma che questo non sempre sia sufficiente per fare bene, perché serve poi avere o trovare gli elementi che sappiano svilupparle. Seedorf vuole seguire le orme di Benitez al Napoli e Garcia alla Roma: vuole portare cioè il Milan a un gioco più europeo. Il 4-2-3-1 è ormai da qualche anno una prerogativa dei migliori club del continente. Real Madrid, Bayern Monaco, per vincere in Europa bisogna giocare così. Capisco però le obiezioni di chi segue la squadra rossonera dall'esterno. Chi” ha visto Abate dal primo minuto a Napoli nella linea a tre dietro la punta è rimasto sicuramente un po' perplesso. E magari ha pensato: se avesse fatto Allegri una scelta simile, i giornalisti lo avrebbero massacrato. Bene, io sono tra loro”.

Il tecnico olandese sta godendo di un credito che altri al suo posto non avrebbero avuto?

“Io credo che Seedorf sia stato giustamente accolto bene a Milano. E' stato un giocatore straordinario, merita tutto questo. Però bisognerebbe ricordare che Allegri è arrivato una volta primo, una volta secondo e una volta terzo, portando in più nelle casse del Milan qualcosa come 200 milioni di euro. Insomma, non mi pare proprio poco”.

C'è di più. Numeri alla mano, sotto la guida dell'allenatore toscano il Milan ha sempre fatto bene nel girone di ritorno.

“Allegri ha pagato la batosta con il Sassuolo. Ci voleva evidentemente una sconfitta così clamorosa per accelerare il passaggio di consegne. In questo modo, hanno dato a Seedorf la possibilità di lavorare già per il prossimo anno. E' una scelta che non condivido, perché conosco Max e so che avrebbe fatto bene. Gli ho parlato un paio di giorni prima dell'esonero. Credeva fortemente nella possibilità di superare il turno in Champions e di raggiungere la finale della Coppa Italia. Due obiettivi che lui perseguiva ancora con convinzione. Mi sembrava anche molto sereno. Poi è arrivata la batosta che ha fatto cambiare tutto. Vuole sapere a mio parere di chi è la colpa?”.

Vediamo un po', dei giornalisti?

“Esatto e la ragione è presto detta: in molti, anzi, in moltissimi, hanno osannato Seedorf senza pensare a quanto avrebbe potuto dare ancora Allegri. Ripeto, Seedorf merita tutta la mia stima per quanto ha fatto in campo, ma mi aspettavo che la stampa intervenisse con più forza per chiedergli conto di scelte per lo meno discutibili che ha fatto da quando è alla guida del Milan. I tre dietro la punta devono essere giocatori tecnicamente super, è un dato di fatto. L'idea di Abate avrebbe dovuto suscitare reazioni che invece non ci sono state”.

Pare che la soluzione non abbia convinto lo stesso Seedorf, che infatti ha chiesto a Galliani giocatori adatti al suo sistema di gioco.

“Essien era bravissimo. Al Chelsea ha fatto la differenza per anni davanti alla difesa. Ma adesso bisogna vedere come sta fisicamente. In Champions, può essere il valore aggiunto, senza dubbio. Taarabt mi dicono che non sia niente male, ma bisogna giudicarlo sulla lunga distanza”.

A proposito di Champions. La prossima settimana (mercoledì 19) andrà in scena la prima parte del film più atteso della stagione per i tifosi rossoneri. Il Milan ospita l'Atletico Madrid di Simeone per un posto nei quarti della Champions League. Traguardo possibile?

“L'Atletico Madrid sta attraversando un momento difficile. Fino a tre settimane fa era una tra le squadre più in forma d'Europa, ora fa un po' fatica a fare gol anche se è una squadra ben organizzata. Tra gli avversari che avrebbe potuto incontrare, si può dire che oggi sia un po' più avvicinabile rispetto all'inizio della stagione. Certo, fosse arrivato il Manchester United, sarebbe stato meglio, ma in Spagna il Milan se la può giocare. Può farcela, insomma”.

E' molto probabile che per l'occasione Seedorf dia ancora fiducia a Balotelli, che ieri però ha bacchettato oltre le attese. Per l'ex centrocampista olandese, Supermario “non è ancora un campione”.

“Seedorf non ha fatto altro che dire quello che in tantissimi, me compreso, pensano da tempo. Spesso non è determinante, sembra svogliato. Quattro anni fa, era uno spettacolo da vedere, un giocatore formidabile. Da allora, non ha fatto il salto di qualità che era logico attendersi. E' un ragazzo da seguire. Non ci sono dubbi che sia un ottimo calciatore. Però deve ancora chiudere il cerchio e dimostrare di essere più determinante. Ecco, su questo mi sento di dire che non è soltanto colpa sua, perché a mio parere non gioca nel ruolo che più gli si addice”.

Per lei Balotelli non è una prima punta.

“Prende troppe randellate da dietro e si arrabbia. Se giocasse nella posizione di Cristiano Ronaldo, non cadrebbe così tanto a terra. A mio avviso, darebbe di più se non giocasse con le spalle rivolte alla porta. Lo vedrei bene a sinistra nella linea dei trequartisti, con Kakà al centro e Taarabt a sinistra. Al suo posto, come centravanti, sceglierei Pazzini. Che al contrario di Balotelli è più un giocatore da area di rigore, come Toni, Gilardino e Inzaghi. Sulle palle sporche, questi ultimi ci vanno, lui no. E la differenza sta tutta qui”.

Twitter: @dario_pelizzari

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