Calcio

Presidenza Fifa: chi è Ali bin Al Hussein, il principe che sfida Blatter

Figlio di re Hussein di Giordania, ha un programma che punta su giovani, calcio femminile e tecnologia in campo. Oltre che sull'appoggio di Platini

ali_bin_al_hussein

Matteo Politanò

-

A dispetto dello scandalo che ha travolto i vertici del calcio mondiale, Joseph Blatter punta deciso alla sua quinta rielezione alla presidenza della Fifa. Unico a sfidarlo è Ali bin Al Hussein, attuale vicepresidente in carica e sul quale stanno convergendo i voti di diverse federazioni nazionali, a partire da quella inglese e (pare) dalla stessa Figc, e dell'Uefa di Michel Platini. Ma chi è esattamente questo principe arabo che punta a governare il mondo del calcio?

Dalla lotta al calcio, passando per il cinema
39 anni, Ali bin Al Hussein è nato il 23 dicembre 1975 ad Ammam, in Giordania, quarto figlio del Re Hussein e della moglie Alia, morta in un incidente di elicottero quando Ali aveva solo due anni. Dopo una prima formazione scolastica nella comunità americana di Amman, il principe ha poi continuato gli studi in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove ha conseguito il diploma alla Sallisbury School, nel Connecticut. Proprio negli States Ali si appassionò alla lotta greco-romana, disciplina che ha praticato per un certo periodo prima di darsi alla carriera militare. Dopo essere entrato alla Royal Military Academy Sandhurst nel Regno Unito e quindi nel 1999 all'Università americana di Princeton, Ali venne infatti richiamato in Giordania per prendere il comando delle guardie del corpo di re Abd Allāh II, carica mantenuta fino al 28 gennaio 2008. Già presidente della Jordan Football Association, quindi fondatore della West Asian Football Federation e membro del comitato esecutivo della confederazione asiatica, dal 6 gennaio 2011 è anche il vice-presidente della Fifa. Curiosità a margine: tra le cariche esercitate dal principe c'è anche quella di presidente del Consiglio della Royal Film Commission, incarico che rivela la sua passione per il cinema oltre che per lo sport.

Il suo programma? L'opposto di Blatter
Nel promuovere la sua candidatura, il principe Ali ha spiegato più volte i punti cardine del suo piano per rilanciare il calcio: una maggiore attenzione verso il calcio femminile e quello giovanile, combinata con un sempre maggiore utilizzo della tecnologia in campo. In altre parole, tutto ciò che Sepp Blatter ha sempre cercato di evitare negli ultimi 15 anni, e che stanno portando molti (complice anche il recente scandalo) a pensare di puntare sul principe giordano riconoscendogli spirito innovativo, voglia di emergere e capacità di leadership. Primo sponsor è in tal senso Michel Platini: “Ho chiesto a Blatter di dimettersi, ma non mi ha ascoltato. All’associazione ho detto di appoggiare in tutti i modi Alì", ha dichiarato senza tanti giri di parole il presidente dell'Uefa. 

557469

© Riproduzione Riservata

Commenti