Ecco i voti di Tavecchio (e perché)

Malgrado le frasi razziste e l'apertura di un'indagine della Fifa sono in molti quelli che lo voteranno - Tavecchio? No grazie

Da sinistra: Aurelio De Laurentiis, Claudio Lotito e Carlo Tavecchio – Credits: MIDA/ANSA

Matteo Politanò

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"L'Acf Fiorentina fedele ai propri valori etici e civili, alla luce delle recenti affermazioni del signor Tavecchio ritiene non più sostenibile la sua candidatura alla presidenza della Figc". La società della famiglia Della Valle è stata una delle prime società a ritirare il proprio sostegno alla candidatura di Carlo Tavecchio. Dopo le dichiarazioni inqualificabili sugli "stranieri mangia banane" la posizione del principale candidato resta in pole position ma con defezioni tra i sostenitori che aumentano ora dopo ora. Anche la Sampdoria del nuovo presidente Massimo Ferrero ha fatto un passo indietro con un comunicato sul sito ufficiale: "Sono rimasto profondamente stupito, quasi incredulo, davanti alle prime parole di Carlo Tavecchio. Lavoro per un calcio nuovo e per questo non posso condividere ciò che è stato detto venerdì dal candidato alla poltrona della Figc". A calcare la mano anche Stefano Okaka, attaccante blucerchiato con genitori nigeriani: "È inaccettabile, scandaloso. Tutto il popolo dovrebbe averlo già convinto a fare un passo indietro. Dispiace nel 2014 sentire ancora certe cose". Nonostante il polverone, sembra però che il presidente della Lega Nazionale Dilettanti difficilmente sarà ostacolato nel suo percorso verso l'elezione. La gaffe non sembra aver infatti compromesso la fedeltà del suo zoccolo duro, una rigidezza che ha lasciato sorpresi anche il presidente dell'Aic Damiano Tommasi e quello dell'Aia Renzo Ulivieri. "Non so se essere ancora più allibito dalle dichiarazioni di Tavecchio o dal silenzio che le ha circondate" ha spiegato l'ex centrocampista della Roma. Anche Ulivieri ha fatto ammenda pubblicamente: "La gaffe del presidente Tavecchio non riguarda me ma chi lo ha candidato. Noi candidiamo Albertini, se l'avesse detta lui una cosa del genere gli avrei tolto il mio appoggio".

E proprio Demetrio Albertini sa di non poter scalfire ulteriormente un vantaggio che non sembra aver subito danni irreparabili in vista del voto decisivo del prossimo 11 agosto. Molti sostenitori di Tavecchio hanno infatti preferito glissare sulla vicenda concentrandosi invece sul programma presentato dal candidato. Il presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta ha confermato il suo sostegno difendedolo pubblicamente: "Un intercalare certamente del tutto sbagliato non modifica il giudizio di valore su di lui". Anche il presidente della Lega di A Mario Macalli getta acqua sul fuoco parlando di dichiarazioni "strumentalizzate". Dopo una reazione forte indora la pillola anche Andrea Abodi, presidente della Serie B: "Stiamo parlando di una frase, non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina. Mi auguro tanta intransigenza anche nell'autocritica". Chi sicuramente non avrà cambiato idea è Claudio Lotito, tra i primi e più forti sostenitori della candidatura di Tavecchio insieme ad Aurelio De Laurentiis del Napoli e Adriano Galliani del Milan. Tra i più contrari alla candidatura dell'ormai ex presidente della LND ci sono invece il presidente della Juventus Andrea Agnelli e quello della Roma James Pallotta che già in tempi non sospetti avevano fatto presenti le loro perplessità. "Mi piacerebbe che non avessimo un meccanismo politico dove votano i delegati, sarebbe bello fare delle vere primarie tra i tifosi per sapere chi vorrebbero come presidente federale" ha spiegato il numero uno bianconero. 

Il prossimo 11 agosto con il sostegno della Serie A (16 club su 20), della Serie B, della Lega Pro e della Lnd (che da sola conta il 33% dei delegati) Tavecchio si presenterà in consiglio certo di una maggioranza molto ampia, vicina al 70% dei voti. Demetrio Albertini potrà riprovarci nel 2016 (il primo mandato sarà di soli due anni) e il governo italiano dovrà far i conti con una decisione insindacabile. "Quello di Tavecchio è stato un autogol, ma detto questo mi fermo: se il governo volesse decidere anche sulla partita della federazione sbaglierebbe, noi rispettiamo l’autonomia delle istituzioni sportive" ha commentato amaro Matteo Renzi. Ma mentre in Italia si è già pronti a dimenticare all'estero la polemica ha scatenato indignazione e imbarazzo. Il quotidiano spagnolo As ha titolato direttamente il virgolettato di Tavecchio: "In Italia è titolare nella Lazio uno che fino a ieri mangiava le banane". Vanguardia scrive invece di come il “candidato presidente della Federcalcio italiana si sia scusato dopo aver chiamato ‘mangiatori di banane’ i giocatori africani”. Infine l'Equipe sottolinea come il nome scelto per l'esempio da Tavecchio, Optì Pobà, sia molto simile a quello di Paul Pogba. Imbarazzo e amarezza, dégueulasse, et incroyable

LA FIFA CHIEDE UN'INDAGINE

12,55 - La Fifa vuole chiarezza in merito alla gaffe sugli extracomunitari del candidato alla successione di Abete. In una lettera spedita alla Figc, la Fedeazione internazionale chiede "di adottare le misure appropriate per indagare e decidere sulla questione". La parole di Tavecchio "hanno allertato la Task Force della Fifa contro il razzismo e la discriminazione", ha scritto la Fifa.

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