Re Carlo di Spagna: fosse lui il futuro ct azzurro?

Dopo il 6-1 in Germania contro lo Schalke 04 i titoli dei giornali iberici sono tutti per lui. Eterno vincente, la via giusta per il dopo Prandelli

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Matteo Politanò

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Ad inizio stagione i tifosi delle merengues avevano storto il naso. Un tecnico italiano? Addio a gioco e spettacolo. Carlo Ancelotti era arrivato sulla panchina di Madrid con lo sfavore della critica e il difficile compito di migliorare il lavoro di Mourinho. Tradotto in parole semplici: vincere. La Liga, cancellando il fastidioso dominio del Barcellona, ma soprattutto la Champions League che dalla bacheca blanca manca dal 2001/2002. Il day after della partita di Gelsenkirchen consegna però al mondo la prima favorita per la vittoria della coppa, una formazione capace di vincere 6-1 in trasferta mostrando un gioco piacevole e una potenza offensiva dirompente. Il ritorno degli ottavi di finale diventa così una pura formalità e il Real può concentrarsi sul campionato che lo vede ora a 63 punti, primo con tre di distacco da Atletico Madrid e Barcellona. 

La stampa internazionale: I titoli dei principali quotidiani sportivi europei oggi esaltano le prodezze degli uomini di Re Carlo. Se per As il titolo sono proprio i giornali esteri che incensano il Real la Bild apre con un emblematico "Calci in culo da Madrid". Per i francesi dell'Equipe, che hanno nel Psg il vero rivale degli spagnoli insieme al Barcellona, "Il Real Madrid è un dono" e gli uomini di Ancelotti "ora possono concentrarsi sul derby di Liga con l'Atletico che potrebbe chiudere il campionato". Per Olè è stato "Conquistato il primo set" mentre per la BBC "Bale e Ronaldo regalano una grande vittoria al Madrid in cerca della decima Champions League". Per El Pais il Madrid è tornato Galattico ma in tutti i giornali si regala anche il giusto spazio al tecnico italiano che è riuscito a organizzare la squadra e gestire al meglio le forze sia in Champions che nella Liga. C'è anche chi non perde occasione per punzecchiare i blaugrana con grafiche che fanno il giro del web: per i culé le Champions sono 4 in 133 anni di storia, le stesse 4 che tra campo e panchina Ancelotti ha vinto in 55 anni. 

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Il futuro come ct azzurro: Nel giorno che vede la candidatura di Cesare Prandelli come commissario tecnico dell'Italia anche per il futuro il nome di Carlo Ancelotti come allenatore dell'Italia torna ad essere il desiderio di tanti. Un'operazione resa quasi impossibile dal faraonico ingaggio del tecnico a Madrid, circa 6,5 milioni di euro a stagione, ma che diventa fattibile soprattutto considerando la volontà dell'ex mediano rossonero che già lo scorso gennaio aveva ammesso: "Mi piacerebbe ma adesso è prematuro parlarne. Fare il ct sarà l'ultimo mio impegno da allenatore e per il momento mi piace lavorare tutti i giorni sul campo. Non sto pensando di guidare una Nazionale, ma mi piacerebbe in futuro". Le parti sembrano quindi d'accordo: prima o poi Ancelotti sarà ct della nazionale. Potrebbe succedere tra quattro anni, se l'accordo con Prandelli continuerà anche in vista dei prossimi Europei e Mondiali 2018. 

Tributo alla carriera: Carlo Ancelotti punta a vincere la sua quinta Champions in carriera e a diventare il tecnico italiano più vincente di sempre. Per lui un palmares da sogno: 22 trofei da tecnico e 14 da calciatore. Mai nessuno ha fatto meglio di lui, ispirato da Capello nel modo con cui ha vinto le critiche spagnole nella capitale. La stagione iberica di Ancelotti era iniziata male ma la serenità negli spogliatoi di Gelsenkirchen ha lasciato intendere come per il tecnico stia girando tutto nel migliore dei modi. "Davanti siamo molto pericolosi, abbiamo trovato il giusto equilibrio dopo un inizio in cui eravamo molto deboli dietro. Ma non potevo sicuramente aspettarmi un risultato così, ma ero ottimista". I sorrisi di Re Carlo nascono soprattutto da un dato inequivocabile: ogni volta che ha vinto in Germania ha vinto la Champions. In bocca al lupo, ct del futuro. 

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