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Calcio

Calcioscommesse: perché è inutile sospendere le puntate su LegaPro e serie D

Il giro d'affari legale è di 3,6 miliardi, ma solo 240 milioni sono giocati sui tornei minori. Per i quali è anche difficile fare profitti dalle combine

Il sistema legale delle scommesse resta ai margini delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Il motivo? Trarre profitti illeciti dalle combine giocando nelle agenzie autorizzate non è facile né conveniente: questo infatti è quanto risulta nelle imputazioni del decreto di fermo e dalle intercettazioni che hanno permesso agli inquirenti di scoperchiare il sistema per truccare match di LegaPro e Serie D.

La "classifica" delle scommesse legali
Specificato quanto sopra, il calcio resta comunque lo sport preferito dagli scommettitori italiani che nel 2014 - secondo i dati rivelati proprio due giorni fa dal Report Calcio 2015 della Figc - hanno puntato circa 3,6 miliardi di euro, l’81,4% dei 4,4 miliardi del totale. La manifestazione più giocata è stata la serie A, con 703 milioni di euro di raccolta (il 20,5% del totale); i Mondiali brasiliani sono stati il secondo evento più giocato, con 267,8 milioni di raccolta (7,8%); seguono la serie B (263 milioni di raccolta) e la Champions League (233 milioni). LegaPro e serie D, invece, le due realtà toccate dal nuovo scandalo sulle combine, totalizzano insieme poco meno di 240 milioni.

Calcioscommesse 2015: lo speciale di Panorama.it


Truffati anche i bookmakers

In queste ore in molti, sull'onda dell'emotività, sono tornati a chiedere la sospensione delle giocate, almeno per quanto riguarda i campionati minori e in particolare la serie D, dove erano state introdotte proprio all’inizio di questa stagione. Ma in realtà, come si legge in più passi dell’ordinanza emessa ieri dalla Dda, il sistema di frode era anche a danno dei bookmakers onesti "che quotidianamente, attraverso i diversi canali disponibili, effettuano le scommesse sul quel risultato previsto quale normale conseguenza del corretto e leale svolgimento della competizione sportiva".

Almeno due, infatti, sono i differenti livelli che emergono dalle carte. Il primo è quello dei truffatori internazionali che sfruttavano gli agganci italiani "per conseguire", si legge nel documento, "vincite in scommesse per milioni di euro, realizzate prevalentemente su siti esteri". Questa modalità di gioco pare aver riguardato soprattutto il gruppo che faceva riferimento a Mauro Ulizio e agli slavi. Le somme raccolte, in questo caso, venivano quasi sempre puntate online e senza limiti su gare singole, anche superiori al milione di euro a colpo, impossibili sul mercato legale italiano.

Come funziona lo "spezzatino"
Il secondo approccio, condiviso secondo le accuse dai due gruppi criminali, era invece quello delle cosiddette "scommesse spezzatino". Di cosa si tratta? In Italia le giocate superiori a mille euro sono tracciate nelle agenzie di scommesse autorizzate dallo Stato e, per aggirare il sistema di controllo, il metodo è quello di piazzare più giocate da poche centinaia di euro. Eloquente in questo senso l'intercettazione di due indagati, Ciardi e Di Lauro, con il secondo che spiega come mettere in pratica l’espediente: "Ormai stanno cambiando, capito?... Sai come fanno, in modo diverso, quando accadono 'ste cose così, non la fanno, come ti posso dire… Non fanno puntate esagerate, capito! Cioè nel senso... le dividono… le dividono, non è che vanno nell’agenzia Snai è giocano 5.000, sanno che ci sono dei controlli e sanno che ti bloccano, invece loro le dividono, capito? le mettono, per dire, fanno… fanno in quel modo".

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